Troppi veicoli senza assicurazione: il MIT prepara la stretta definitiva

Michele Lallai
Pubblicato il 6 luglio 2026, 10:48
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti accelera sul contrasto all'evasione dell'obbligo assicurativo. Secondo i dati presentati nel corso dell'assemblea annuale di ANIA, in Italia risultano censiti circa 47 milioni di veicoli, dei quali quasi 9 milioni sono privi di una copertura RC Auto valida. Il dato comprende autovetture, motocicli, ciclomotori e veicoli pesanti, includendo anche mezzi destinati alla demolizione o non più utilizzati ma ancora presenti negli archivi amministrativi.
Per il settore delle due ruote i numeri sono particolarmente significativi. Su un parco di circa 8 milioni di motocicli, oltre 3 milioni risulterebbero sprovvisti di assicurazione obbligatoria. Ancora più elevata l'incidenza tra i ciclomotori: su circa 3,2 milioni di mezzi censiti, ben 2,3 milioni figurano senza copertura assicurativa. In alcune province, secondo i dati illustrati dal MIT, la percentuale di veicoli irregolari raggiunge livelli estremamente elevati e c'è bisogno di una stretta importante.
Un paese diviso, ma serve più controllo
Proprio l'analisi territoriale rappresenta uno degli elementi centrali dell'indagine. La mappa elaborata dal Ministero evidenzia infatti una distribuzione non omogenea del fenomeno, con aree del Paese nelle quali l'evasione dell'obbligo assicurativo assume dimensioni nettamente superiori alla media nazionale. Lo strumento consentirà di concentrare le attività di controllo nelle zone maggiormente interessate dal fenomeno.
Per contrastare questa situazione il MIT sta lavorando su un piano articolato, che punta sia a modifiche normative sia a un impiego più esteso dei sistemi di rilevazione automatica già presenti sul territorio. L'obiettivo è rendere più rapido l'accertamento dei veicoli privi di copertura assicurativa attraverso l'incrocio delle banche dati e l'utilizzo dei dispositivi di lettura delle targhe, uniformando le procedure di controllo a livello nazionale.
Secondo il Ministero, una maggiore efficacia dei controlli permetterebbe non solo di ridurre l'evasione dell'obbligo assicurativo, ma anche di contenere le distorsioni del mercato, dal momento che i costi generati dai veicoli non assicurati finiscono inevitabilmente per riflettersi sull'intero sistema assicurativo. Per questo motivo il ministro ha annunciato un confronto con ANIA per valutare possibili interventi che possano tradursi, nel medio periodo, anche in un alleggerimento dei premi per gli utenti in regola.
È una cosa positiva o no?
Negli ultimi anni abbiamo assistito a un continuo irrigidimento delle norme. Più autovelox, più tutor, più telecamere, più controlli sulla velocità, sulle emissioni, sulle modifiche tecniche e persino sul rumore degli scarichi. Tutto legittimo, sia chiaro, ma mentre l'automobilista o il motociclista in regola venivano monitorati in ogni momento, milioni di veicoli riuscivano comunque a circolare senza possedere il requisito più elementare previsto dal Codice della Strada.
Le compagnie assicurative devono fare i conti con un sistema più rischioso e questo inevitabilmente si riflette anche sui premi pagati dagli utenti regolari. In altre parole, chi rispetta le regole finisce indirettamente per sostenere anche il costo di chi decide di non farlo. Ben venga quindi un sistema capace di individuare automaticamente i mezzi irregolari, purché venga applicato con precisione, continuità e buon senso.
Se davvero il Ministero riuscirà a mettere in piedi un sistema di controlli automatici efficace, non sarà l'ennesima stretta contro chi usa l'auto o la moto, ma il segnale che lo Stato ha deciso di occuparsi prima di chi ignora completamente le regole, e solo dopo di chi quelle regole le rispetta ogni giorno.
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