Autoliv studia il casco con le cinture di sicurezza: il concept che aiuta i motociclisti

Antonio Vitillo
Pubblicato il 9 aprile 2026, 14:42
È leader mondiale nei sistemi di sicurezza automotive, ma negli ultimi anni la svedese Autoliv sta dedicando sempre maggiore attenzione al mondo delle due ruote. L’obiettivo è di contribuire a ridurre significativamente il numero di morti e feriti gravi negli incidenti motociclistici entro il 2030. Per farlo, sta applicando alle moto l’esperienza maturata in materia di analisi degli incidenti, biomeccanica e sistemi di protezione. Sviluppando un programma di ricerca che riguardi soluzioni sia sul veicolo sia sull’equipaggiamento del pilota.
Un sistema “idiot-proof”
Gli studi sugli incidenti mostrano quanto il casco sia dispositivo di protezione determinante nella prevenzione degli effetti da incidenti. Ma il modo in cui viene indossato può influire molto sulla sua efficacia. Perciò Autoliv, sebbene sia ancora un concept, ha studiato un nuovo sistema di ritenuta del casco, che andrebbe ad aiutare tutti quei motociclisti incuranti che scelgano, o sbadatamente lo dimentichino, di non allacciare il casco. Soprattutto in città, dove si crede, e molto erroneamente, che le scarse velocità giustifichino la non chiusura. Sembra, che proprio per questo, l’Azienda abbia definito questa come una tecnologia "idiot-proof" (a prova di errore), cioè atta a garantire che il casco sia sempre allacciato e con la tensione corretta, indipendentemente dall’attenzione che l'utente vi riponga.

Il casco con cinturino a tensionamento automatico
Il sistema di Autoliv introduce un cinturino del casco con meccanismo di tensionamento automatico, proprio come avviene con le cinture di sicurezza delle auto.
L’idea è semplice ma efficace: utilizzando un piccolo riavvolgitore inerziale capace di mantenere sempre in tensione la cinghietta di ritenuta, non ci sarebbe più bisogno di effettuare una regolazione manuale del sottogola, cioè proprio di quel cinturino che molti motociclisti tendono a lasciare almeno troppo largo. Potendo integrare sensori e sistemi di segnalazione, in grado di indicare se il casco è o no correttamente allacciato, gli stessi aiuterebbero molto a non dimenticare di farlo. Durante le normali condizioni di guida, il sistema consente movimenti naturali della testa e un certo livello di comfort, visto che il cinturino non stringerebbe, esattamente come avviene con le cinture automobilistiche. Ma in caso di brusca accelerazione o impatto il meccanismo bloccherebbe istantaneamente la cinghia, riducendo il rischio che il casco si muova o, addirittura, si sfili durante l’incidente.

Un progetto più ampio per la sicurezza dei motociclisti
Come si diceva, il concept del cinturino automatico rientra in un programma più ampio con cui Autoliv punta a trasferire nel mondo delle due ruote l’esperienza maturata nella sicurezza sulle automobili. Tra i progetti più interessanti nati per gli automobilisti e declinati ai motociclisti, già ci sono il casco con airbag integrato sviluppato con Airoh e i sistemi airbag per l’abbigliamento tecnico, tra cui il gilet realizzato in collaborazione con RS Taichi. A queste soluzioni si affianca anche il cosiddetto “bag-on-bike”, ovvero l’airbag montato direttamente sul veicolo: ne è recente esempio concreto il sistema sviluppato con Yamaha per lo scooter a tre ruote Yamaha Tricity 300 MY2026: debutta l’airbag su uno scooter di serie">Tricity, progettato per attivarsi nelle collisioni frontali.
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