Dalla Cina arriva un brevetto per un veicolo a tre ruote mai visto prima

Alessandro Vai
Pubblicato il 26 marzo 2026, 22:52
L'idea di aggiungere una ruota a una motocicletta per creare qualcosa di diverso è vecchia almeno quanto la moto stessa. Motocarri e sidecar ne erano l'applicazione più semplice, fin quando la tecnologia non ha permesso di creare sospensioni complesse, come quelle del Piaggio Mp3 o delle Yamaha Niken e Tricity. Poi ci sono i piccoli veicoli commerciali come l'Honda Gyro che in Giappone è molto diffuso. Tutto ciò considerato non si era mai visto un veicolo a tre ruote con una tecnologia come quella che i cinesi di Zongshen hanno chiesto di brevettare.
IL BREVETTO CINESE DELLE TRE RUOTE
Il sistema sviluppato da Zongshen ha due ruote posteriori e, in modo simile ai tricicli invertiti odierni, tutte e tre le ruote si inclinano ma non costantemente. La caratteristica principale del sistema è la sua capacità di passare da una modalità triciclo convenzionale, in cui le ruote posteriori non si inclinano in curva, a una modalità triciclo basculante in cui sterza e si inclina come una motocicletta. Indipendentemente dalla modalità, la trazione è trasmessa a entrambe le ruote posteriori tramite un differenziale e una coppia di alberi all'interno dei due forcelloni monobraccio.

DUE MODALITA' DIVERSE
L'intero sistema è progettato per essere imbullonato alla parte posteriore del telaio di una motocicletta convenzionale ed ecco come funziona: il differenziale è montato su un telaio imbullonato al perno del forcellone, mentre due montanti a lunghezza regolabile lo triangolano su delle staffe dove normalmente si troverebbero i doppi ammortizzatori posteriori del veicolo a due ruote, fissati al telaietto ausiliario. Il differenziale trasmette la potenza a due alberi di uscita laterali concentrici con una coppia di perni del forcellone. Gli ingranaggi conici portano la potenza agli alberi all'interno dei due forcelloni monobraccio, uno per ciascuna ruota posteriore.
LA TECNICA NEL DETTAGLIO
All'estremità di ciascun forcellone, un altro ingranaggio conico fa girare la ruota. La capacità di funzionare sia in inclinazione che in posizione statica deriva dalla configurazione delle sospensioni posteriori e, soprattutto, da un sistema di sospensioni pneumatiche ad altezza regolabile. In posizione statica, i due ammortizzatori posteriori esterni a molla supportano i forcelloni, garantendo sospensioni indipendenti ma senza la possibilità di inclinarsi in curva. Ma all'aumentare della velocità del mezzo, un terzo ammortizzatore centrale, montato in posizione centrale e collegato a entrambi i forcelloni tramite una serie di giunti cardanici, si estende man mano che viene pompata aria in una molla pneumatica integrata.

MOTORE LONGITUDINALE
Quando questo ammortizzatore centrale si allunga, solleva la parte posteriore della moto; un leveraggio incernierato alla base di ciascuno degli ammortizzatori laterali li allontana da una coppia di tamponi sui forcelloni. In questa configurazione, l'ammortizzatore centrale sostiene l'intero peso della parte posteriore e, con gli ammortizzatori laterali che non agiscono più sui forcelloni, il veicolo può inclinarsi in curva come una moto, pur con alcune limitazioni. Inclinandosi eccessivamente in una direzione o nell'altra, uno degli ammortizzatori laterali torna a contatto con il forcellone, fungendo da limitatore morbido dell'angolo di piega. Infine, nella domanda di brevetto non è indicato nessun motore, ma si intuisce che dovrebbe essere azionato da un albero e dunque dovrebbe essere montato in modo longitudinale.
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