Addio a Hideyuki Miyakawa: si innamorò dell'Italia e portò Suzuki nel nostro mercato 

Ci ha lasciato a 88 anni un giapponese innamorato dell'Italia, che ha portato la Casa di Hamamatsu nel nostro paese e diede linfa vitale all'industria italiana
Addio a Hideyuki Miyakawa: si innamorò dell'Italia e portò Suzuki nel nostro mercato 

Michele LallaiMichele Lallai

Pubblicato il 3 dicembre 2025, 15:38

Hideyuki Miyakawa, figura chiave nella diffusione di Suzuki in Italia e pioniere dell’agricoltura biologica in Toscana, è scomparso a 88 anni nella sua azienda agricola Bulichella, a Suvereto, dopo una lunga malattia. La sua vita è stata segnata da un percorso insolito, iniziato nel 1960 quando arrivò in Italia in moto dopo un viaggio via terra attraverso India, Asia Centrale ed Europa. Inizialmente si trovava nel nostro Paese per seguire le Olimpiadi di Roma come reporter, ma quell’esperienza si trasformò presto in un trasferimento definitivo.

Portò Suzuki in Italia

A Torino, dove giunse al termine del viaggio, Miyakawa entrò in contatto con il mondo industriale italiano e contribuì alla costruzione del rapporto tra Suzuki e il nostro mercato. Il suo ruolo negli anni Sessanta fu determinante per l’introduzione del marchio giapponese in Italia, come ha ricordato Suzuki stessa nei messaggi di cordoglio diffusi dopo la sua scomparsa.

Nel 1962 sposò Marisa Bassano, conosciuta durante i primi mesi dal suo arrivo, consolidando ulteriormente il suo legame con il Paese. Negli anni Ottanta scelse un percorso diverso fondando, nel 1983, l’azienda agricola Bulichella, realtà oggi riconosciuta per la produzione biologica di vino e olio. L’azienda, nata quando il bio era ancora un concetto poco diffuso, rappresenta uno degli aspetti più duraturi del contributo di Miyakawa al territorio toscano. A portarla avanti sono ora i figli e i nipoti, che ne proseguono l’impostazione originaria.

La morte di Miyakawa ha suscitato messaggi di affetto e riconoscenza sia nel settore motociclistico sia in quello vitivinicolo. La sua storia personale - dall’arrivo in moto in Italia allo sviluppo di un’azienda agricola di riferimento - rimane un esempio raro di integrazione culturale e di capacità imprenditoriale. In entrambi gli ambiti, il suo contributo viene ricordato come decisivo e profondamente radicato nel territorio italiano.

 

 

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