Vietata la circolazione fuoristrada, e ora?

Vietata la circolazione fuoristrada, e ora?

Un decreto già pubblicato in Gazzetta Ufficiale vieta il transito ordinario sulla viabilità forestale e silvo-pastorale. Un attacco al fuoristrada contro il quale si stanno muovendo Federazione Motociclistica Italiana e Confindustria Ancma. Non tutto sembra essere perduto, perché...

Sta facendo molto rumore un decreto del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali uscito in Gazzetta Ufficiale il 1° dicembre scorso, e dunque pronto a entrare in vigore. Si tratta del decreto attuativo di una legge del 2018 mirata a razionalizzare e semplificare la gestione del settore agricolo e per dare linee guida nazionali per la realizzazione e la cura della viabilitàforestale e silvo-pastorale”. Dunque un decreto molto tecnico, all’interno del quale non ci si attenderebbe di trovare brutte sorprese.

Invece al comma 3 dell’articolo 2 si legge: “Indipendentemente dal titolo di proprietà, la viabilità forestale e silvo-pastorale e le opere connesse come definite al successivo art. 3 sono vietate al transito ordinario e non sono soggette alle disposizioni discendenti dagli articoli 1 e 2 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285”.

Traducendo un po’ rozzamente, significa che tutta la viabilità fuoristrada non è più soggetta alle norme del Codice della Strada, in quanto anche la viabilità dovrebbe essere in continuità con le aree boschive. Ma soprattutto, è vietato il transito ordinario. A tutti, a giudicare dalla scrittura, quindi anche alle biciclette!

Ma c'è uno spiraglio

Alla frase che vieta il transito ne segue un’altra che sembra lasciare aperto uno spiraglio: “Le regioni disciplinano le modalità di utilizzo, gestione e fruizione tenendo conto delle necessità correlate all'attività di gestione silvo-pastorale e alla tutela ambientale e paesaggistica”.

Sul fuoristrada da anni si discute, fra leggi e regolamenti regionali, con anche qualche sentenza che ha avvalorato la competenza alle regioni per quanto riguarda la circolazione al di fuori della rete viaria ordinaria.

Di sicuro una legge nazionale supera le leggi regionali, ma abbiamo già visto conflitti su questo: ricordate la legge sulla tassa di possesso dei mezzi d’interesse storico, con le regioni che hanno legiferato autonomamente bypassando la legge nazionale?

Per dire che sembra esserci margine operativo; sebbene l'idea di mettersi a trattare con ogni singola regione e provincia autonoma spaventi non poco chi ci rappresenta. Federazione Motociclistica Italiana e Confindustria Ancma stanno dunque dialogando con esponenti del Governo, in cerca di un accordo che consenta di rivedere questa che però ormai... è legge. Non sarà facile, ma un loro comunicato congiunto è atteso a breve.

Nonostante tutto, proprio la scrittura estremamente severa del testo di legge ci induce a essere fiduciosi sul fatto che si troverà un modo per proseguire l’attività fuoristradistica. Perché vietare a tutti - come è stato fatto - significa vietare anche alle bici. E precludere l'attività anche di quei percorsi turistici, magati anche a pedaggio, sui quali ci sono fior di attività commerciali.

Lassù nella torre d’avorio del mondo politico italiano, qualcuno deve essere stato un po' frettoloso nella scrittura del testo.

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