Da Malaguti a Ducati: la storia di Engines Engineering ora sotto TVS

Nei pressi di Bologna si trova un vero gioiello dell’ingegneria meccanica, una eccellenza italiana che ha sviluppato moto per quasi tutte le case del mondo

Da Malaguti a Ducati: la storia di Engines Engineering ora sotto TVS

Klaus NennewitzKlaus Nennewitz

Pubblicato il 3 maggio 2026, 10:05 (Aggiornato il 3 maggio 2026, 08:23)

Nell’autunno del 2025 è circolata una notizia importante, passata quasi inosservata tra i motociclisti, ma che ha suscitato grande interesse nell’industria delle due ruote: la TVS Motor, un produttore multinazionale indiano di motociclette con sede a Chennai, ha annunciato l’acquisizione della società italiana di progettazione e ingegneria Engines Engineering (EE) SpA di Bologna. La TVS Motor, le cui lettere derivano dal nome del fondatore Thirukkurungudi Vengaram Sundram Iyengar (1877-1955), trova le sue origini nella T. V. Sundram Iyengar & Sons, una compagnia di autobus con sede a Madurai, fondata nel 1911. L’azienda in seguito si espanse nella distribuzione di automobili e componenti correlati, evolvendosi fino a diventare uno dei più grandi conglomerati automobilistici dell’India. Per oltre 20 anni ci fu una collaborazione importante con Suzuki fino al 2001, poi nel 2013 la BMW Motorrad firmò un accordo di cooperazione con gli indiani per la produzione di moto con cilindrata inferiore a 500 cm³. Insieme a Hero MotoCorp e Bajaj Auto, TVS è oggi uno dei maggiori produttori di piccoli veicoli a due ruote motorizzati in India, raggiungendo il terzo posto nel ranking mondiale dei produttori di motociclette. Ma non basta: ad aprile del 2020 l’azienda ha rilevato la storica Casa inglese Norton Motorcycles e sta ora puntando a diventare un global player anche nel segmento delle cilindrate maggiori.

Acquisizione Engines Engineering: strategia globale di TVS Motor

L’acquisizione della società di ingegneria Engines Engineering è stata una mossa molto intelligente per impadronirsi di un know-how motociclistico acquisito per 47 anni sotto la guida del fondatore e proprietario Alberto Strazzari. Nella sede di Castenaso (BO) oggi lavorano circa 80 persone, l’azienda probabilmente è l’unica al mondo che può offrire tutti i servizi per consegnare un progetto di moto “chiavi in mano”: dai primi bozzetti di stile su carta bianca fino al veicolo definitivo di pre-serie omologato e collaudato. L’azienda vanta un’esperienza unica che parte dagli scooter e arriva alle maximoto sportive grazie a collaborazioni con quasi tutte le Case di moto nel mondo.

Eppure l’inizio era stato molto modesto: Strazzari si occupava della progettazione di ingranaggi dopo gli studi di ingegneria, poi seguiva piccoli motori per ciclomotori ed applicazioni agricole. Ci fu anche una proposta di lavoro da parte della Minarelli, ma poi, nel 1979, la ditta Bernardi, che produceva – tra l’altro – ruote in plastica per le due ruote a pedali, gli commissionò un progetto di un piccolo motore ausiliario per biciclette. Questo progetto lo tenne occupato per un anno e così nacque l’idea del nome Engines Engineering (pronunciato all’italiana con la “i” di Engines e non all’inglese…).

Le moto in quegli anni avevano ancora parti della carrozzeria in lamiera. Dopo l’incontro con una persona che produceva componenti in plastica con la tecnologia del sottovuoto (“vacuum forming”), Strazzari iniziò con la realizzazione di modelli e stampi. Il primo progetto fu la carrozzeria di una minimoto da cross per la ditta LEM. In un passo successivo cominciò a disegnare moto complete, con la carrozzeria in materiale plastico, e poiché il sottovuoto aveva dei grossi limiti di stile e di qualità (non si potevano fare i sottosquadri o spigoli troppo accentuati), Strazzari iniziò ad interessarsi dello stampaggio a iniezione. Trovato un partner pronto a investire nelle macchine a iniezione, fece il primo modello Malaguti Dribbling con la carrozzeria intera in materiale plastico.

Storia e innovazione: Engines Engineering nel motociclismo mondiale

Il progetto piacque, così nel 1981 si allargò la collaborazione. Dal 1982 la EE ha progettato tutti i modelli di Malaguti tranne il Tubone Monobraccio 50 Evolution, nato da un’idea di Luciano Marabese. Contemporaneamente partì la collaborazione con Ducati e Moto Morini. La carena della Pantah 600 era in origine in vetroresina fatta a mano e fu trasformata dalla Engines Engineering in un termoindurente preimpregnato stampato con stampi in acciaio.

Nel 1987-’88 si avviò la prima collaborazione con una ditta giapponese: la Honda NX 125 fu la prima moto progettata fuori dal Giappone. Il risultato fu convincente e portò all’introduzione di nuove tecnologie 3D all’interno dell’azienda. Nello stesso periodo iniziò anche un rapporto tecnico con Yamaha Italia, che portò anni dopo alla realizzazione dello scooter Majesty 125.

Il grande salto arrivò con il progetto del Malaguti F12 Phantom, il primo scooter al mondo con ruote da 12”. Ne sono stati prodotti tra 350.000 e 400.000 esemplari. La chiusura di Malaguti nel 2011 rappresentò un duro colpo, ma EE dimostrò resilienza: dopo la crisi del 2009-2010, Strazzari riprese il controllo dell’azienda con un management buyout, riportandola alla crescita già dal 2013.

Negli anni, Engines Engineering ha lavorato con partner internazionali, tra cui il centro statale russo NAMI, aziende indiane come Hero Puch e collaborazioni con la Cina già dal 2005. L’azienda è stata un vero ponte tecnologico tra Europa e Asia, contribuendo ad alzare il livello qualitativo della produzione motociclistica globale.

Collaborazioni internazionali e futuro del design motociclistico

Per quanto riguarda le collaborazioni con i partner asiatici, Strazzari ha maturato un’esperienza unica: "Il mercato cinese era molto più grande, ma quello indiano era più orientato all’innovazione". Engines Engineering ha quindi avuto un ruolo chiave nell’evoluzione tecnologica di questi mercati.

Importante anche il contributo nel motorsport: dal debutto nel Campionato Italiano Velocità nel 2001, il team EE ha ottenuto vittorie con Fabrizio Lai, titoli europei e partecipazioni al mondiale 125 GP. L’ultima apparizione risale al 2012 in Moto3, con una pole position a Valencia.
Anche aziende come Suzuki hanno riconosciuto il valore della collaborazione con EE: lavorare con partner esterni ha permesso di integrare nuove competenze e migliorare i processi di sviluppo.

Oggi, dopo l’acquisizione da parte di TVS, Engines Engineering entra in una nuova fase. Secondo Strazzari, il segreto resta uno: l’integrazione delle competenze. "Il miglior progetto non è quello con i migliori componenti, ma quello con il miglior compromesso". Alla domanda sul progetto più bello, la risposta resta emblematica: "Lo devo ancora fare!". Anche se, probabilmente, il Malaguti Phantom F12 resta il simbolo perfetto dell’equilibrio tra design e ingegneria.
In definitiva, Engines Engineering rappresenta una realtà fondamentale nel panorama motociclistico globale. E con il supporto di TVS Motor, il futuro promette nuove innovazioni e una presenza ancora più forte a livello internazionale.

 

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