Che a dirvi tutta la verità, quando siamo partiti con il progetto non avevamo affatto le idee chiare. E non parlo di linee, fosse quello il problema... Conoscevamo perfettamente il punto di partenza, la Triumph Scrambler, ma non avevamo idea di quello che sarebbe stato l'arrivo. E vi svelo un segreto: anche oggi, a più di un mese dall'inizio del progetto, ancora non sappiamo dove, come e soprattutto quando, ci fermeremo.

Le cose vanno avanti così: Michael, che è il proprietario della moto e l'ideatore di tutta la faccenda, è ormai stufo di darci contro e ci ha dato quasi (quasi) carta bianca. Gli rimane l'ultima parola. Ma solo quando c'è, preso com'è dai suoi locali.

Aldo invece taglia tutto, salda, disfa e, soprattutto, fa.

Io chiacchero e monto (con alterne fortune e il supporto di un nuovo aiutante-ciao papà-) la Guzzi che è arrivata (questo ve lo racconto fra qualche giorno).

Beh dunque. Eravamo arrivati allo scarico e al sottosella. Il primo ha preso forma definitiva: due in uno e silenziatore sotto il codone. Il diametro della parte “in uno” è esattamente una volta e mezza la parte “due” e i collettori, pur disegnando differenti curve, hanno identica lunghezza. Il silenziatore è suddiviso in tre camere e tutto, paratie interne comprese, è costruito con fogli e tubi di acciaio inossidabile. Mancano gli ultimi dettagli e le finiture, ma il peggio è passato.

Aldo si è incarognito sul sottosella. E' terrorizzato dal calore che può salire.

Gli ho provato a spiegare che, comunque, la moto sarà terminata in inverno: un po' di caldo in quel punto potrebbe anche far piacere. Quando dico queste cose nemmeno mi degna di uno sguardo. Ha la testa durissima e ha deciso di isolare il silenziatore, costruire una sorta di estrattore e promette, con solenne serietà e l'indice puntato a mo' di inquisitore, che metterà anche due piccole ventole e alcune prese d'aria sul codino.

Gli credo e mi metto il cuore in pace: il lavoro sul posteriore sarà ancora lungo. Cerco di contenere quel prurito al polso che mi prende ogni volta che la guardo: la voglia di provarla è enorme.

Il telaietto reggisella della Scrambler viene pesantemente modificato. Immoliamo un vecchio letto in ferro battuto per costruire le staffe che reggono lo scarico e il silenziatore, mentre dalla solita vecchia slot machines arrivano le piastre che coprono e chiudono il tutto. Ora dobbiamo pensare alla batteria e a dove nascondere l'impianto elettrico, nemmeno a dirlo, pesantemente modificato.

Mentre pensiamo a come fare stare tante cose in poco spazio, un odorino dolce ci stuzzica le narici.

Stasera si griglia e Silvia e Serena, le compagne di Aldo e Michael, hanno pensato di festeggiarci con una bella crostata che celebra questa avventura. Domani si lavora, stasera si brinda.

Lunga vita alla POV Garage!

Federico Garbin

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