Le moto che non abbiamo

Le moto che non abbiamo
Ecco alcuni bellissimi modelli che le Case giapponesi non importano nel nostro Paese. E se avessero successo?

Redazione - @InMoto_it

Dagli ultimi dati del mercato si può notare come, nonostante il buio non sia affatto alle spalle, stiamo assistendo ad una interessante, e speriamo duratura, ripresa. Le immatricolazioni sono in aumento, trainate da una offerta intonata seppur non particolarmente articolata. Due le categorie di successo: le crossover, con il positivo andamento di vendita delle nuove GS e GS Adventure, e le medie economiche. Le novità introdotte da Honda e Yamaha stanno attirando appassionati nei concessionari. Alla luce di questo è lecito porsi una domanda. Sappiamo quante, e quali, sono le moto che si vendono. Ma non sappiamo quante, e di che genere siano, le vendite perse. Mi spiego meglio: siamo sicuri che l'offerta sia effettivamente sufficiente? E che rispetti davvero i voleri degli appassionati? Sfogliare una rivista giapponese mi ha aperto gli occhi su alcuni modelli che, sono sicuro, potrebbero riscuotere un discreto successo anche da noi. Modelli che esistono davvero e sono presenti nei listini delle maggiori Case giapponese ma, purtroppo, destinate esclusivamente al mercato interno. Nella maggior parte dei casi si tratta di moto di 250 e 400 cm3 (quest'ultima è la cilindrata più diffusa in Giappone per ragioni legislative) che, a mio avviso, meriterebbero una vetrina anche nei nostri concessionari. D'altronde i limiti introdotti con la nuova patente “A2” e il caro assicurazioni che ci attanaglia, le moto di piccola cilindrata potrebbero diventare un'ulteriore arma contro questa crisi. Se poi ci troviamo di fronte a moto indiscutibilmente bellissime, come queste, è davvero frustrante non averle. Ecco alcuni esempi, credo e spero calzanti... [gallery ids="5224,5223,5222,5221,5220,5219,5218"] Federico Garbin  

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