Il fatto è questo: ho un gruppo di amici leggermete squilibrati. Pace, direte voi. Beh, si, insomma. Questi amici vanno in moto. Ovviamente. Principalmente dove non c'è asfalto e le pietre sono messe in verticale; io, che amo visceralmente le due ruote, sulle pietre in verticale, al massimo, ci salgo per fare i tuffi in mare. E mica troppo dall'alto. Loro ci vanno con le moto. Hanno provato a convertirmi all'enduro ma il passaggio, se hai sempre piegato il corpo dalla stessa parte della curva, è piuttosto laborioso. Fatto sta che questo gruppo di amici organizza da qualche anno un evento: la "Motonightmare Before Christmas", una bella endurata nell'entroterra ligure dedicata alla maxi enduro pluricilindriche o, almeno, pesantissime. Si fa a Dicembre, quando tutti pensano che in Liguria non faccia freddo e non ci sia neve, (e invece fa freddo e in alto c'è pure neve) e dura un giorno e mezzo. La prima mezza giornata, che è una serata, si festeggia insieme e ci si illude di essere invincibili enduristi; poi si dorme, tutti insieme, in una palestra (è una storia lunga questa, prendetela così com'è). Poi ci si sveglia all'alba e si ha giusto il tempo di stropicciarsi gli occhi. Si parte. Una passeggiata sullo sterrato, penserete. Manco per idea. Sono anni che vi patecipo (ovviamente con monocilindrica da enduro e pazienza infinita appresso) e ne ho viste di tutti i colori: giganti di chiara origine vichinga lanciare la propria Cagiva Elefant (!) oltre un ostacolo, Gio Sala saltare come uno stambecco sulla sua KTM, motociclisti semi-assiderati commuoversi davanti ad un piatto di ravioli. Quest'anno la cosa è stata un po' più pacifica del solito: moto di cilindrata e cubatura assortita, meteo clemente e giro impegnativo ma intervallato da facili strade bianche dove dare sfogo ai cavalli e riprendere un po' fiato. Bella e piacevole la combriccola: l'inossidabile Giada Beccari con la sua KTM reduce dal Rally del Marocco, il folle Andrea Molinari, l'organizzatore, in sella a quello che rimane della sua Africa Twin, il velocissimo Sergio Dalmasso con la sua KTM 690 e tanti altri appassionati, sufficientemente pazzi da non mandare tutti al diavolo e tornarsene a casa subito dopo la sveglia. Bellissimo il percorso: partenza al mattino presto, mulattiera facile all'inizio, discesona difficile subito dopo, bosco.Vista così son quattro parole, in verità dopo era già ora di mangiare. Un piatto di pasta e via, alla conquista dell'Appennino ligure: stradone di pietre, mulattiera, neve, ritorno veloce a valle, guado profondo e molto freddo (moltissimo freddissimo rende più l'idea), rifornimento e via, si ritorna. Nel mezzo una gran bella esperienza che non vedo l'ora di rifare l'anno prossimo. Ovviamente siete tutti invitati!   Federico Garbin [gallery ids="3509,3510,3512,3513,3514,3515,3516,3517"]