Honda NS e NSR 125: una rivoluzione che ha fatto scuola
Tra le leggende delle 125 a 2 tempi è impossibile non citare Honda (Italia) con alcuni dei modelli più ricchi di personalità, in controtendenza alle concorrenti europee

Michele Lallai
Pubblicato il 7 aprile 2026, 11:07 (Aggiornato il 13 apr 2026 alle 08:19)
La casa giapponese non ha avuto una dinastia ricca di modelli e numeri, ma in perfetto stile nipponico ha seguito una strada che ha mantenuto per tutta la storia di questa categoria, facendo debuttare la NS come prodotto super innovativo a metà degli anni '80 e proseguendo con la NSR a cavallo del decennio successivo, ponendosi come riferimento di innovazione e qualità costruttiva. Le Honda 125 a 2 tempi non sono state le più potenti e sorprendenti, ma senza dubbio moto ricche di personalità e pensate in modo eccelso, grazie anche al tocco italiano che c'è stato dietro tutte queste realizzazioni.
Honda NS 125F
Al Motor Show di Bologna del 1984 vengono tolti i veli alla NS, la moto che rivoluzionerà per sempre il segmento delle 125 stradali e che ancora ricordiamo come l'inizio della vera competizione fra marchi per dominare l'allora esplosivo mercato delle ottavo di litro. Il progetto NS (codice TC01) è partito dalla sede centrale in Giappone, ma è in Italia che ha avuto il suo sviluppo, a causa dei problemi nell'esportazione di motori 125 dal giappone.

Il risultato che ne venne fuori fu una vera Honda ma che prendeva le distanze dalla classica produzione 125 del marchio, sempre concentrato sul commuting e non sulle prestazioni. La NS era tecnologica e raffinata, con un motore innovativo dotato di cilindro trattato al ghisnil con otto luci, lamelle in carbonio, contralbero e cambio a 6 marce. La potenza era di circa 20 CV e il peso a secco di soli 115 kg. Ronzava come una zanzara arrabbiatissima. Qui c'è il nostro Rewind
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