Le moto che hanno cambiato la storia della produzione di serie: la TOP 10
William Toscani
Pubblicato il 22 giugno 2026, 14:17 (Aggiornato il 23 giu 2026 alle 10:21)
BMW R80 G/S (1980)
Oggi le maxi-enduro dominano il mercato. Sono le moto più vendute, le più versatili e spesso anche quelle più amate dai motociclisti. Eppure, alla fine degli anni Settanta, nessuno aveva ancora immaginato una moto capace di unire davvero turismo, utilizzo quotidiano e avventura... tranne BMW.
Nel 1980 la casa tedesca presentò la R80 G/S, una motocicletta destinata a cambiare per sempre il settore. Il nome derivava da "Gelände/Strasse", ovvero fuoristrada e strada, e sintetizzava perfettamente la filosofia del progetto.
La ricetta era semplice ma geniale. Motore boxer bicilindrico da 798 cc, trasmissione cardanica e una ciclistica pensata per affrontare sia l'asfalto sia gli sterrati. Non era una moto da enduro specialistica e nemmeno una tradizionale turistica. Era qualcosa di completamente nuovo.
Molti all'inizio guardarono il progetto con scetticismo. Una moto alta, apparentemente ingombrante e con caratteristiche che sembravano appartenere a mondi diversi. Bastarono però pochi anni e diverse vittorie alla Dakar per far capire che BMW aveva visto più lontano di tutti.
La R80 G/S diede vita a una categoria che oggi rappresenta il cuore del mercato motociclistico. Senza di lei probabilmente non esisterebbero modelli come Africa Twin, Multistrada, KTM Adventure o la stessa GS moderna. È una di quelle moto che non si sono limitate a introdurre una novità: hanno creato un intero universo.

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