Aprilia Leonardo 500 2T: una bomba mai esplosa

Aprilia Leonardo 500 2T: una bomba mai esplosa

Erano i primi anni 2000 e il TMax era già un best seller del mercato. Aprilia decise di rispondere con un maxi scooter sportivo ipertecnologico dotato di un motore 2 tempi da 500cc, ma purtroppo la storia non ebbe un lieto fine

Siamo nell'anno 2003, 19 anni fa. Aprilia è un marchio in pieno rilancio grazie alla serie di moto dotate del motore Rotax 1000 V60 (RSV, Caponord, Tuono, Falco, Futura) e l'utenza è divisa fra chi adora il nuovo corso e chi fa fatica a digerire soprattutto il design particolare di questi mezzi. Fra mille difficoltà di marketing e comunicazione, però, c'è vera sostanza e le moto sono gioielli tecnologici belli da guidare.

Ivano Beggio, a capo dell'azienda, è un tipo a cui non piacciono le mezze misure, e la nuova sfida ha ancora una volta il gusto di una scommessa: mettere un motore 2 tempi su un maxi scooter sportivo. L'esperienza con i motori a miscela in Aprilia non manca di certo, e viene messo in campo il know how delle competizioni per sviluppare un motore monocilindrico 500 rivoluzionario, dotato di sistema di alimentazione DiTech (che per la prima volta porta l'iniezione elettronica sul 2T, già in uso sui 50ini), telaio in alluminio super rigido e dinamica da moto. Si chiama Leonardo 500.

Prestazioni e tecnologie mai viste prima

Sulla carta si tratta davvero di una bomba, perchè alla presentazione i numeri sono da capogiro: 50CV di potenza massima per 175kg di peso, con un consumo promesso di 38km/l e omologazione Euro3 (per intenderci, il leader di mercato e di prestazioni Yamaha TMax sviluppava 34,5CV su un peso di 214kg). Il telaio è in alluminio, parzialmente esposto sul tunnel centrale, e abbraccia il serbatoio basso e il motore posizionato centralmente.

La trasmissione è CVT con doppia mappatura e la finale è a cinghia dentata. Le sospensioni e i freni sono da moto vera, con il monobraccio posteriore a sottolineare la raffinatezza del progetto. Estetica? riprende in pieno quello che da li a poco sarebbe diventato lo stile della RSV 1000 seconda serie, con il doppio faro anteriore e il posteriore a sviluppo verticale. Non fa spalancare la bocca dallo stupore, ma è equilibrata e "leggera".

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