Rewind, Mondial Piega 1000: fallimento di grande successo

Rewind, Mondial Piega 1000: fallimento di grande successo

Nel 2001, per volere del patron Roberto Ziletti, questa bicilindrica (con motore Honda VTR SP-1) metteva in campo tecnica e doti di guida esaltanti. A livello vendite pagò colpe non sue ma rimane esempio di classe abbinata ad una moto 

Giorni di gloria. La storia del marchio Mondial affonda le radici agli albori del motociclismo, sia su strada che in pista. Nata nel 1929 a Milano, fu protagonista in pista negli anni '50, fino a quando la Casa del Conte Boselli decise, a seguito del famoso Patto di Astensione (preso in accordo con Gilera e Guzzi), di ritirarsi dalle competizioni nel 1957 dopo i titoli mondiali in 125, sia Costruttori che piloti (con Nello Pagani, Bruno Ruffo e Carlo Ubbiali), e 250 ( con l'inglese Cecil Sandford). 

MONDIAL: RITORNO DIFFICILE

Dopo aver chiuso i battenti nel 1978 tornò a rivivere nel 2000 grazie alla volontà di Roberto Ziletti, ma questa gloriosa Casa italiana non ebbe il successo sperato. La rinata Mondial fallì nel 2005 a causa di scelte aziendali non troppo felici. In questo breve lasso di tempo, la Casa, che nel frettempo aveva spostato le linee produttive ad Arcore, fece in tempo a presentare una sportiva che, ad oggi, è vero oggetto di culto tra collezionisti ed appassionati: la Piega 1000.

GIOELLO ALL'ITALIANA

Nata per volere del patron Ziletti, la Piega 1000 era una sportiva tanto bella da vedersi, quanto raffinata nel design e nella tecnica. Il progetto, che vedeva responsabile Roberto Greco affiancato due giovani tecnici, Nicola Bragagnolo e Sandro Mor, sfruttava il motore bicilindrico della Honda VTR-SP1 da 140 CV abbinato ad una ciclistica che vantava un telaio a traliccio in acciaio al cromo-molibdeno-vanadio, abbinato ad un forcellone, anche esso in acciaio, con rinforzo in fibra di carbonio. Il peso dichiarato era di 179 Kg a secco.
Della Piega esistevano due varianti: ad una "standard", di per sè già ad un elevato livello tecnico, veniva affiancata una versione "EVO" dotata di carenatura in carbonio e cerchi in magnesio. Questa moto fu una delle prime a sperimentare il controllo di trazione, sistema che però non debuttò sulla moto definitiva. 
Della Mondial Piega 1000, nelle intenzioni della azienda, dovevano essere realizzati 250 esemplari l'anno, al prezzo di 30.000 euro (2000 euro in più per la versione EVO), ma l'avventura si concluse con circa 150 Mondial Piega (+ 2 EVO) vendute.

Mondial Piega 1000: fallimento di grande successo |FOTO

Mondial Piega 1000: fallimento di grande successo |FOTO

Era destinata a rievocare la gloriose gesta del marchio milanese nelle corse. Dopo un primo prototipo, dotato di controllo di trazione, la sportiva Mondial debuttò nel 2001 in versione definitiva. Abbandonò il TC ma mise comunque in campo una tecnica raffinata, da vera fuoriclasse, che accompagnava il motore bicilindrico della Honda VTR SP da 140 CV. Il tutto ad un prezzo di 30.000 euro. Non per sue pecche, non ebbe il successo sperato, ma resta un mirabile esempio di tecnica e stile applicati alle due ruote.(di William Toscani)

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Su In Moto n.7 del 2002 scrivevamo:

Messa alla prova in pista la Mondial è sembrata decisamente leggera, e proprio in virtù del limitato peso si possono compiere gratificanti evoluzioni, veloci cambi di inclinazione nelle "esse" dove la Piega non si comporta niente male.

Ci ha fatto divertire un sacco, anche se col passare dei giri posteriormente l'assetto muta con progressivo riscaldarsi dell'olio contenuto nel mono ammortizzatore, posizionato stretto fra i collettori di scarico e il cilindro posteriore. Stante a queste premesse non sempre la motricità del retrotreno è parsa ottimale, diversamente dal buon lavoro svolto dalla forcella, sensibile alle regolazioni, con l'avantreno sempre bene incollato all'asfalto.
Ci è sembrata migliorabile la frenata che, persi nel corso dello sviluppo degli attacchi e la pompa radiale, ha messo in luce nelle staccate lunghe una spiccata legnosità da parte del comando alla leva.

Per quel che riguarda il motore, superati i 3-4000 giri il bicilindrico della Mondial attacca con perentoria decisione per fermarsi solo all'intervento del limitatore già abbondantemente dentro alla zona rossa.

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