Prima volta in pista: meglio una naked o una sportiva carenata?
Tra ergonomia, prestazioni, costi e facilità di guida, quale scelta per affrontare i cordoli per la prima volta e divertirsi senza stress. Ecco il nostro punto di vista e qualche suggerimento

Alessandro Codognesi
Pubblicato il 25 agosto 2026, 16:07
Il primo ingresso in pista non si scorda mai, chi frequenta i circuiti lo sa bene. Quando per la prima volta ti ritrovi nel parcheggio di un autodromo a guardare - e sentire - le moto che girano, provi un mix contrastante di sensazioni. Da una parte c’è l’eccitazione, il desiderio irrefrenabile di entrare; dall’altra, però, il tuo stomaco sembra non pensarla allo stesso modo. Sale la paura di non essere all’altezza, il dubbio di aver sbagliato tutto quella mattina in cui hai deciso di presentarti in un luogo così lontano e diverso da quello a cui sei abituato. Sei ampiamente fuori dalla tua comfort zone. Tranquilli, ci siamo passati tutti. E, piccolo spoiler: quel dolorino allo stomaco non passerà mai del tutto.

Lungi da noi il voler terrorizzare chiunque si stia approcciando a questo fantastico mondo, ma la domanda contenuta nel titolo è in assoluto una delle più gettonate: con quale moto conviene cominciare a guidare tra i cordoli? Una naked tradizionale o una sportiva carenata? (Nota: escludiamo dal mazzo le tostissime hyper-naked, come la Streetfighter V4 o la Tuono V4, perché per prestazioni e ciclistica sono molto più simili a una superbike che a una classica nuda). La risposta potrebbe sembrare scontata per qualcuno, ma nasconde in realtà più di uno spunto interessante. Ecco quindi le nostre personalissime opinioni, maturate da chi la pista la mastica da oltre un decennio.
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