Suzuki GSX-R1000R le opinioni di InMoto "fuori dai denti"

Alessandro Codognesi
Pubblicato il 5 giugno 2026, 10:55 (Aggiornato il 5 giugno 2026, 09:57)
È quello che ho urlato nel casco durante gli ultimi giri, dell’ultimo turno, della giornata in pista. 2 turni di prove libere da 15 minuti + 4 turni da mezz’ora mi hanno sfinito, fisicamente e men talmente. Non oso immaginare cosa dev’essere guidare in una vera gara di endurance per 24 ore! Mie mancanze fisiche (e psichiche) a parte, devo ammettere che non so se ce l’avrei fatta con un’altra millona race replica. Anzi, ne sono certo. Nessuna delle sue rivali, europee e no, è tanto accomodante e gentile con chi guida come la GSX R1000R.

Superbike senza compromessi… ma a che prezzo?
Non fraintendetemi, si tratta di una superbike fatta e finita, veloce come il vento, solo che in fondo ai rettilinei risulta leggermente più lenta di, che ne so, una Aprilia RSV4. Sulla qualità del pacchetto, comunque, vi ho già parlato abbondantemente nelle pagine prece denti; quello che non ho ben capito è la strategia di prezzo. Francamente mi aspettavo una cifra più vicina a quella di una Ninja che a quella di una BMW, soprattutto considerate alcune mancanze (delle quali ho parlato in questa prova). C’è da capire se questo è un modo per dare più margine di trattativa ai singoli concessionari o meno, ma il discorso sul prezzo mi ha ronzato in testa per parecchio tempo. Oh, a conti fatti, sono più di 40 milioni delle vecchie lire! (modalità boomer: off).
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