Suzuki RG500 Gamma: i 40 Anni dall’eccitazione a due tempi

Dopo quattro decenni resta irripetibile: tecnica da GP, brutalità meccanica, odore di olio ricinato, il fascino selvaggio dell’ultima vera replica racing
Suzuki RG500 Gamma: i 40 Anni dall’eccitazione a due tempi

Antonio VitilloAntonio Vitillo

Pubblicato il 25 maggio 2026, 09:54 (Aggiornato il 27 mag 2026 alle 09:34)

Quello della Suzuki RG500 Gamma è uno dei ricordi più eccitanti che motociclista possa avere. Non si ritiene di sbagliare se si dice quanto ancora si stia aspettando qualcosa che replichi quella particolare forma di desiderio che un nuovo modello suscitò 40 anni fa. Quando, per la prima volta, la RG 500 Gamma comparì sotto i riflettori al Salone di Colonia. Era una GP replica omologata, sembrava impossibile che tanta bellezza tecnica potesse essere accessibile. Non fu una sportiva ispirata alle corse, non rappresentò uno scimmiottamento di forme e colori, fu proprio una moto che contenne la filosofia tecnica delle moto del Motomondiale 500. Come fu probabilmente una delle ultime espressioni concrete dell’epopea del motore due tempi, della quale rappresentò il punto più alto, pur rispettando la più che dignitosa concorrente Yamaha RD500. Fu tuttavia rappresentante estrema di una generazione di moto non asetticamente perfette, che non privilegiavano la facilità di guida. Ma brutalmente personali, con tanto carattere. Emotive.

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