Yamaha Ténéré 700 World Raid: le opinioni di InMoto "fuori dai denti"

Nicola Biagetti
Pubblicato il 5 maggio 2026, 10:07
Mancava solo lei in casa Yamaha, la World Raid, al processo di restyling dei modelli che adottano il motore CP2 Euro 5+, che si porta dietro anche tutte le novità elettroniche del caso. Motore che non è stato esente da critiche da molti appassionati della Casa, sia per aver perso un po’ di carattere sia per l’introduzione del ride by wire. Soprattutto chi viaggia molto e in luoghi remoti lo sa bene: più una moto è semplice, più è facile da sistemare in autonomia o con l’aiuto di una qualsiasi officina meccanica in giro per il mondo; e questo garantisce una sicurezza mentale non indifferente. Tuttavia, la tecnologia va avanti, le norme diventano più stringenti e le Case sono chiamate a rispondere, ma questo non significa che Yamaha abbia deciso di mettere da parte ciò che l’ha sempre contraddistinta, ovvero la semplicità e l’affidabilità.
Gli upgrade di questo modello mirano comunque a fare un salto di qualità rispetto alla versione precedente, rinunciando al gas meccani co vediamo introdotti, sempre in maniera poco invasiva, tanti accorgimenti che rendono la dinamica di viaggio e di guida molto più confortevole e sicura; e questo permetterà senz’altro al pilota di coprire più chilometri riducendo la stanchezza, di guidare sentendosi più in sintonia con il proprio mezzo e quindi ad accrescere maggiormente la voglia di partire. Unico neo? Il telaietto che risulta ancora saldato e non imbullonato: purtroppo è così a causa di alcune necessità tecniche che obbligano la scelta ma... non è detto che Yamaha, su questo punto, in futuro non riesca a sorprenderci
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