L’epopea delle moto italiane tra innovazione e mito

Antonio Vitillo
Pubblicato il 30 gennaio 2026, 15:28
La prima vera motocicletta
Nel 1914 arrivò la prima vera motocicletta Bianchi di grande cilindrata: una 500 a quattro tempi, presentata giusto in tempo per essere impiegata nelle operazioni militari della Prima Guerra Mondiale. La consacrazione sportiva del marchio è legata anche alla figura di Tazio Nuvolari, che contribuì alla fama delle moto Bianchi negli anni Venti, portando la celebre “Freccia Celeste” ai vertici delle competizioni dell’epoca. La produzione motociclistica Bianchi si concluse nel 1964.

L’età d’oro dell’industria motociclistica italiana
Gilera, il cui nome conserva ancora oggi un forte valore simbolico nella storia del motociclismo italiano, nacque nel 1909 in un’officina di Corso XXII Marzo a Milano e nel 1920 trasferì la propria sede ad Arcore, cittadina del milanese che avrebbe dato il nome a uno dei suoi modelli più celebri. Dopo decenni di successi sportivi e commerciali, il Marchio è oggi “dormiente”, non più attivo nella produzione motociclistica, pur restando sia un brand storico dell’industria italiana sia un Marchio di forte impatto nell’immaginario collettivo. Numerosi furono i modelli che segnarono la sua storia, dalla Saturno – monocilindrica sportiva introdotta nel secondo dopoguerra – alle moderne enduro come la RC 600 del 1989.
Parallelamente alla produzione stradale, Gilera costruì alcune delle moto da competizione più avanzate del suo tempo: le quattro cilindri 500 da Gran Premio, con cui piloti del calibro di Umberto Masetti, Geoff Duke e Libero Liberati conquistarono, tra il 1950 e il 1957, numerosi titoli mondiali piloti e costruttori.
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