Incidenti e risarcimento: cosa succede se i danni superano il massimale RCA

Pubblicato il 1 dicembre 2025, 09:43
L’AVVOCATO RISPONDE è una rubrica di InMoto in cui l'Avv. Giacinto Bocchino risponde alle curiosità, dal punto di vista legale, che riguardano il mondo delle due ruote ma, spiegate in termini semplici e comprensibili.
Questo mese, la lettera arrivata allo studio legale è stata la seguente: "Buongiorno, quest’estate sono stato molto colpito da un fatto di cronaca riguardante un investimento da parte di un giovane autista risultato poi positivo all’alcol test che aveva travolto ben cinque moto causando gravi danni anche ai trasportati. Ciò che mi chiedo se in questi casi vi possono essere rischi di insufficiente risarcimento per i danneggiati anche in ragione del numero di persone coinvolte." Diego.
La RCA garantisce sempre il risarcimento
Buongiorno Diego, diamo certamente spazio alla Tua domanda ritenendola di interesse diffuso. Fermo il rammarico per fatti di questo tipo che spesso stravolgono la serenità di interi nuclei familiari, iniziamo col dire che la polizza RCA (Responsabilità Civile Auto) a differenza di altre polizze di responsabilità civile, è notoriamente di natura obbligatoria (art. 122 del Codice delle Assicurazioni Private - D.Lgs. 209/2005). L’assicurazione RC Auto non è solo un obbligo di legge, ma una garanzia di tutela per tutti. Quando si circola su strada, esiste sempre il rischio di provocare un incidente e causare danni, anche molto gravi. La legge impone quindi che ogni veicolo sia assicurato, affinché chi subisce un danno riceva sempre un risarcimento, senza dover contare sulla solvibilità economica del responsabile. È una forma di solidarietà collettiva: tutti gli automobilisti contribuiscono, con il proprio premio, a proteggere l’intera comunità.
Il ruolo del Fondo Vittime della Strada
Ma cosa succede se l’auto o moto che provoca l’incidente non è assicurata o il colpevole fugge senza essere identificato?
In questi casi subentra il Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada, gestito dalla Consap. Finanziato da una piccola quota inclusa nelle polizze, interviene per risarcire chi resterebbe privo di tutela.
In sintesi, l’assicurazione obbligatoria e il Fondo Vittime della Strada sono due pilastri del sistema di giustizia e sicurezza su cui si basa la nostra circolazione: chi causa un danno paga e chi lo subisce non resta solo. Questo concetto opera anche nel caso di guida in stato di ebbrezza. Ai danneggiati dalla condotta, sarà sempre garantito il risarcimento.
Come funziona il meccanismo della rivalsa
Altra questione attiene al meccanismo di rivalsa che l’assicurazione o il fondo, esercita sul danneggiante come nel caso di stato di ebbrezza. Per capirci, l’assicurazione o il fondo (sempre tramite un’assicurazione designata), liquida e corrisponde il risarcimento integrale per poi rivalersi sul patrimonio del danneggiante in stato di alterazione, il cui rischio di insolvenza non grava sul danneggiato ma sull’istituto assicuratore o sul Fondo Vittime della Strada.
I nuovi massimali previsti per legge
Ciò detto, non dobbiamo dimenticare che comunque l’assicurazione o il fondo, sarà tenuta nei limiti di massimale che di fatto nei minimi sono previsti ex lege. Il Decreto Legislativo 22.11.2023 n. 184, recependo la Direttiva Europea (UE) n. 2021/2118 e modificando l’art. 128 codice delle assicurazioni, ha determinato le somme minime previste dai contratti obbligatori di RCA, applicabili anche al Fondo, nella misura di Euro 6.450.000,00 e nel caso di danno alle cose in Euro 1.300.000,00 per sinistro, indipendentemente dal numero delle vittime (importi maggiori sono previsti ad esempio per veicoli destinati al trasporto aventi più di otto posti a sedere). Questi minimi sono sempre ampliabili in sede di stipula della RCA, ma non riducibili.
Risarcimento insufficiente? Cosa rischiano i danneggiati
Ciò detto, benché si confida che questi importi siano sempre esaustivi per coprire tutti i danni provocati a terzi (sia trasportati che estranei), non si può escludere l’ipotesi di danni talmente ingenti con il rischio di superamento del massimale.
In questi casi, l’Art. 140 Codice delle assicurazioni private (Pluralità di danneggiati e supero del massimale) prevede che “Qualora vi siano più persone danneggiate nello stesso sinistro e il risarcimento dovuto dal responsabile superi le somme assicurate, i diritti delle persone danneggiate nei confronti dell’impresa di assicurazione sono proporzionalmente ridotti fino alla concorrenza delle somme assicurate”.
Ampliare il proprio massimale può fare la differenza?
In questi casi, per la parte esorbitante il massimale, i diversi danneggiati non potranno che rivendicare la quota proporzionalmente ridotta dal responsabile confidando nella sua solvibilità. Se ognuno di noi può in astratto tutelarsi ampliando il proprio massimale assicurativo in sede di stipula della polizza, purtroppo sarà dipendente dalla polizza che avrà stipulato il responsabile di un evento che in ipotesi lo coinvolgerà.
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