Cyclone RX600: le opinioni di InMoto "fuori dai denti"

Alessandro Codognesi
Pubblicato il 20 novembre 2025, 10:39
È quella che stanno combattendo i costruttori per accaparrarsi la fascia medio-bassa dei vari segmenti. Ogni giorno nasce un nuovo brand cinese, ogni settimana arrivano dal Far East container pieni di moto.
E l’utente finale?
La verità è che, esclusi i palati più fini, nella maggior parte dei casi non si guarda più nemmeno la scritta stampata sul serbatoio. In fondo, queste moto si somigliano l’una con l’altra e per di più sono quasi tutte cinesi.
Distinguerle non è facile, per chi non è esperto; che importa quindi la scelta del brand?
E badate bene, quello che dico non me lo sto inventando, ma è la testimonianza di diversi concessionari. In questa fascia di mercato, l’heritage e la storia dei vari marchi sono stati sostituiti da logiche che premiano soprattutto la migliore promozione del momento, o l’equipaggiamento più completo. Nonostante l’amarezza per certe dinamiche, però, a questi colossi cinesi va riconosciuto il merito di aver dato una sveglia ai costruttori europei e giapponesi, costringendoli a rimettersi in gioco.
Perché se c’è una cosa che i cinesi hanno capito è che è meglio vendere moto che il pubblico chiede, piuttosto che tentare strade alternative. Quantomeno al giorno d’oggi, quantomeno se vuoi scalare in fretta e posizionarti velocemente nella parte alta della classifica di vendite.
Cyclone RX600: Destinazione d'uso

Cyclone RX600 rispetto alle concorrenti

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