L'esotica Vyrus: breve storia di una eccellenza italiana estrema

L'esotica Vyrus: breve storia di una eccellenza italiana estrema

La riminese Vyrus è una casa costruttrice artigianale dalle particolarità uniche, tanto esclusive quanto tecnologiche e bizzarre. Da 20 anni stupisce con progetti esclusivi, realizzati in una piccola officina come si faceva un tempo

La Vyrus, al di là di facili battute dovute al periodo, è una piccola realtà della Terra dei Motori, nata a due passi dal circuito di Misano e dalla Bimota, altra eccellenza locale a cui il fondatore Ascanio Rodorigo deve molto, perchè questa storia parte proprio da una Bimota Tesi 1D in cerca di cure rinvigorenti.

L'inizio in Bimota e la nascita della prima Vyrus

Vyrus, le moto |FOTO

Vyrus, le moto |FOTO

Tutte le moto realizzate dall'atelier riminese, in attività dal 2001 e autore di alcune delle moto più estreme e oltraggiose degli ultimi anni, tutte rigorosamente dotate di telaio a omega e forcellone anteriore

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Nacque tutto alla Bimota perchè Ascanio era un tecnico dedito allo sviluppo delle nuove moto, e la Tesi 1D era - fra i progetti a cui ha lavorato - il suo chiodo fisso. Conclusa la parentesi in azienda, infatti, decise di fondare la ARP, che sta per Ascanio Rodorigo Preparazioni, realizzando una special su base 1D davvero pompata e vittima di un "engine swap" che ha portato all'installazione del motore Ducati DesmoQuattro a liquido derivato dalla Superbike in luogo del più placido DesmoDue raffreddato ad aria della moto di serie. Non cambiava invece il rivoluzionario schema di telaio a omega e forcellone anteriore che è la vera particolarità della Tesa.

Il progetto Tesi di ARP conquistò le pagine delle riviste internazionali e si decisev di fare un salto oltre l'ostacolo, facendo nascere la Vyrus Divisione Motori, ovvero quella realtà che avrebbe portato le special su base Bimota Tesi con motore da Superbike a una piccola ed esclusiva produzione in serie. Le idee erano chiare e le mani abili, per questo nel 2002 venne presentata la Vyrus 984 C3 2V, una moto rivoluzionaria per estetica e tecnologia, che riprendeva l'anima della Tesi originaria e la proiettava nel futuro. 

Bimota e Vyrus lavorano assieme

A questa moto successe nel 2005 la Vyrus 985 C3 4V, questa volta con motore Testastretta DesmoQuattro della Superbike di Borgo Panigale. Dopo un accordo con Bimota, la versione DesmoDue venne ribrandizzata Bimota Tesi 2D ed entrambe le moto vennero vendute nel 2006 e 2007 in parallelo, a seconda della richiesta del cliente per una moto ad aria o a liquido. Entrambe furono un piccolo successo, vendute in tutte le (poche) unità costruite.

Negli anni seguenti, Bimota si concentrò sul progetto Tesi 3D a sviluppo interamente interno, mentre Ascanio continuò a produrre la sua bomba iperleggera, ma con motore 999 e si tolse anche qualche soddisfazione facendola correre (e vincere) in vari campionati internazionali. Il "virus" delle competizioni, Ascanio, l'ha sempre avuto e il fine ultimo di tutte le sue moto è sempre stato proprio l'uso estremo in pista, con moto ottimizzate per performare al meglio in contesti estremi. Nel 2009, addirittura, venne realizzata una Vyrus 987 C3 4V con motore 1098 anabolizzato dalla sovralimentazione e da tantissimo carbonio. Questo è stato l'apice dello sviluppo della Vyrus "Serie 9"

986 Moto2 e Alyen

La discussa Vyrus Alyen: ne abbiamo parlato col designer che l'ha ideata

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Adrian Morton non è un nome qualunque nell’ambiente motociclistico. “Matita” ispirata, dall’estro geniale, è lui ad aver immaginato e disegnato tutte le MV Agusta di ultima generazione. E - cosa che non tanti sanno - è stato sempre lui, quasi 10 anni fa (nel periodo in cui stava passando dalla Benelli alla MV Agusta), l’artefice del primo bozzetto della Vyrus Alyen. Sì, esattamente lei, l’esclusivissima moto dell’atelier di Ascanio Rodorigo che ha scatenato infinite discussioni tra gli appassionati, sin da quando, ai primi di Aprile, è stata svelata al pubblico. E allora, chi meglio di Adrian per una bella chiacchierata “a ruota libera”, in cui scoprire perché (secondo lui) tutti coloro che non capiscono il fascino di questo oggetto si sbagliano? Un click su play e… buona visione! (Diego D’Andrea)

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Negli anni seguenti, Ascanio venne infettato dal virus Moto2 e nel 2015 al Motor Bike Expo mostrò al mondo la 986 Moto2, una moto da gara con l'ormai immancabile forcellone anteriore ma con tutte le carte in regola per partecipare alla categoria 600 mondiale, quindi anche col motore CBR600RR. Era una moto tanto bella quanto strana, lontana anni luce dai prototipi della Moto2, ma leggerissima (addirittura troppo, secondo il regolamento del campionato) e cattiva. Ne venne prodotto anche qualche modello stradale su specifica richiesta. 

Da quegli anni in poi, di Vyrus non si parlò più tanto, benchè in atelier a Rimini nessuno si sia mai fermato. E' stato solo di recente - nel 2020 - che Rodorigo ha deciso di stupire di nuovo tutti con effetti speciali, presentando la sua Alyen, una stranissima power naked con una versione futuristica dello schema telaio a omega/forcellone anteriore e un'estetica che sembra uscire dalla saga cinematografica di Ridley Scott e Hans Geiger... Alien, appunto, come conferma il suo disegnatore Adrian Morton, già penna della ultime MV Agusta. Quest'ultima creatura estrema, oltre ad un uso sapiente e innovativo di carbonio e magnesio, è la prima Vyrus con motore V2 derivato dalla Panigale 1299. 

In questo periodo, parlare di malattie infettive è pericoloso, ma nel lontano 2001 il fondatore dell'azienda parlava della sua creazione come di un virus che intaccasse il mondo delle due ruote con caratteristiche uniche, cambiando radicalmente il modo di pensare la motocicletta. Finora non si è mai smentito e ogni nuova creazione lascia tutti a bocca aperta. La passione viscerale di Ascanio è una malattia contagiosa, l'unica di cui veramente vorremmo sentire parlare in futuro.

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