I tre ruote: storia breve ma complicata

I tre ruote: storia breve ma complicata

I vituperati, snobbati, ghettizzati mezzi con tre ruote e un motore stanno vivendo in questi anni una rinascita, ma la loro storia è iniziata appena prima delle cugine motociclette

l primo mezzo a motore aveva tre ruote. A fine '800 la mobilità globale era affidata principalmente a due mezzi, la bicicletta e il cavallo (con o senza carrozza), quest'ultimo ha permesso lo spostamento dell'uomo anche nelle lunghe distanze per millenni, fino all'avvento del motore a combustione che ha rivoluzionato il modo di spostarsi.

I primi esperimenti con una propulsione meccanica non permettevano grandi velocità e con pochissima potenza a disposizione il mezzo doveva essere più leggero di una tradizionale carrozza. La prima applicazione messa in commercio fu il Benz Patent-Motorwagen del 1886 che era, udite udite, un triciclo. Parallelamente, sempre in Germania, veniva sviluppato il prototipo Daimler Reitwagen, una sorta di bici con ruote di legno e un motore al centro, ma poggiato su piccole ruote laterali che non permettevano la perdita dell'equilibrio. E' così che nasce la storia della motorizzazione del 1900, in contemporanea quella delle auto e delle moto nella forma del tre ruote, perché questo mezzo con asse posteriore e singola ruota sterzante davanti ha dato il “la” per lo sviluppo della mobilità a combustione futura.

DE DION E L'EVOLUZIONE DEL CONCETTO

Benchè fosse ufficialmente un triciclo, il Motorwagen di Benz poteva accomodare delle persone sedute e si guidava con una sorta di volante. Il primo mezzo che riprendeva invece le forme di una vera moto è stato il francese De Dion-Bouton del 1897, il primo mezzo ad esser ufficialmente definito “Motorized Trike”. La scelta di mettere le due ruote in asse al posteriore è perché una bicicletta fu ritenuta troppo fragile e instabile per la mostruosa potenza di 1,5CV del suo motore. Nel mentre invece qualcuno osò creando la prima vera motocicletta senza supporto di altre ruote per l'equilibrio, è la Hildebrand-Wolfmueller, tedesca.

I primi anni del '900 furono caratterizzati da uno sviluppo parallelo dei tricicli e delle moto. In quegli anni non esistevano ragionamenti su traffico, consumi, piacere di guida ecc., quindi tutto quello che veniva prodotto soddisfaceva soltanto la necessità di spostamento cercando la soluzione migliore per renderlo rapido e confortevole. Fondamentalmente si ragionava con le prime automobili (o carrozze motorizzate) per lo spostamento di più persone, e con motociclette e tricicli per lo spostamento individuale.

LE MOTO PRENDONO IL LARGO

Fu il 1903 a sancire una pietra miliare nel mondo delle due ruote, perché è proprio quell'anno che Harley-Davidson, Indian e Triumph nascono e presentano i loro primi prototipi di motocicletta. Nel giro di pochi anni tanti piccoli produttori presentano le proprie proposte a due ruote e lo sviluppo di ruote gommate e telai più rigidi cambia il modo di muoversi. La moto nasceva con le sue caratteristiche tipiche e la gente iniziava a divertirsi a guidarle.

Di conseguenza l'attenzione per i tricicli a motore andò leggermente a scemare, senza escluderli del tutto dal mercato. Rimasero importanti nei primi due decenni del 1900 principalmente come mezzi da lavoro e poco più: si iniziò a fare la distinzione fra mezzo per divertimento e passione con le due ruote e mezzo utile e pratico con le tre. Ovviamente escludiamo la nascita dei sidecar che sono moto col carrozzino.

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