Moto Guzzi cambia tutto: la modern classic 457 è sempre più vicina 

Le ultime foto spia confermano i progressi del modello di accesso nel mondo di Mandello, sviluppato sulla base tecnica della Aprilia RS. E sbuca anche il (probabile) nome
Moto Guzzi cambia tutto: la modern classic 457 è sempre più vicina 

William ToscaniWilliam Toscani

Pubblicato il 6 luglio 2026, 09:59 (Aggiornato il 6 luglio 2026, 10:07)

Dopo averne perso le tracce per più di un anno ecco la nuova moto d'ingresso nel mondo Moto Guzzi continuare, invece, il suo percorso e, anzi, sembra ormai vicina alla produzione. Le ultime foto spia pubblicate negli Stati Uniti mostrano un prototipo molto più definito rispetto ai primi muletti avvistati nel 2024, segno che a Mandello del Lario il lavoro procede spedito.

La novità rappresenta una vera svolta per il marchio dell'Aquila. Per la prima volta nella sua storia recente, infatti, Guzzi si prepara ad affiancare ai tradizionali bicilindrici a V trasversale un moderno motore bicilindrico parallelo raffreddato a liquido, destinato a conquistare quella fascia di mercato oggi dominata dalle naked A2.

Una piattaforma condivisa con Aprilia

Come anticipato già nelle indiscrezioni emerse nelle scorse settimane, il cuore del progetto è il conosciuto bicilindrico parallelo di 457 cc sviluppato da Aprilia, lo stesso che equipaggia RS 457 e Tuono 457. Si tratta di un propulsore da circa 47,5 CV, progettato per sfruttare al massimo il limite imposto dalla patente A2 e già apprezzato per elasticità e brillantezza.

Naturalmente non si tratterà di una semplice Aprilia con un altro marchio sul serbatoio. Le nuove immagini confermano infatti l'adozione di un telaio in acciaio molto diverso da quello della RS, insieme a quote ciclistiche dedicate e a una posizione di guida decisamente più rilassata. L'obiettivo è quello di offrire una moto fedele alla filosofia Moto Guzzi, pur utilizzando una base tecnica condivisa all'interno del Gruppo Piaggio.

Lo stile guarda al passato

Se la meccanica cambia, il design resta profondamente legato alla tradizione della Casa di Mandello. Il prototipo sfoggia infatti un faro anteriore tondo, serbatoio dalle forme classiche, sella piatta e una linea generale che richiama le roadster europee degli anni '70.

Anche il codino appare molto più rifinito rispetto ai primi esemplari fotografati più di un anno fa, mentre il motore è ormai quasi completamente scoperto, dettaglio che lascia pensare a una fase avanzata dello sviluppo della moto. Rimangono ancora alcuni elementi provvisori, come parte dell'impianto di scarico e alcune coperture laterali, ma l'impressione è che la moto sia ormai vicina alla configurazione definitiva.

"Il viaggio" come esperienza?

Secondo diverse indiscrezioni potrebbe adottare il nome "The Trip" (Il viaggio), marchio che Moto Guzzi avrebbe già registrato e che ben rappresenterebbe la vocazione turistica e rilassata del modello. Al momento, però, dalla Casa italiana non è arrivata alcuna conferma ufficiale. Un nome che parla di esperienza, non di destinazione. In inglese "trip" non è solo lo spostamento da A a B, ma tutto ciò che accade durante il viaggio. È un nome che trasmette libertà, scoperta e piacere di guidare, valori molto cari a Moto Guzzi.

Quando potrebbe arrivare

Già a giugno il prototipo era stato immortalato durante alcuni test su strada, mostrando un'evoluzione evidente rispetto ai muletti iniziali. Le immagini pubblicate ora confermano che il progetto è ulteriormente maturato e alimentano l'ipotesi di una presentazione entro la fine del 2026, probabilmente in occasione dei grandi saloni autunnali, con l'arrivo nelle concessionarie nel corso del 2027.

Per Moto Guzzi sarebbe un passaggio storico. L'ingresso nel segmento delle medie cilindrate con una moto accessibile ai possessori di patente A2 permetterebbe infatti al marchio di ampliare il proprio pubblico senza rinunciare alla propria identità stilistica. La sfida sarà proprio questa: convincere gli appassionati che, anche con un bicilindrico parallelo, una Moto Guzzi può continuare a trasmettere quel carattere unico che da oltre un secolo contraddistingue il marchio di Mandello del Lario.

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