Milano rinvia di un anno il blocco a moto e scooter Euro 2 e Euro 3

Dopo le tante proteste della cittadinanza, il Comune ha deciso di estendere la circolazione delle due ruote "inquinanti" fino a ottobre 2026
Milano rinvia di un anno il blocco a moto e scooter Euro 2 e Euro 3

Michele LallaiMichele Lallai

Pubblicato il 6 ottobre 2025, 09:38

L’Area B, la grande zona a traffico limitato che copre quasi tutta la città, è ormai da anni il simbolo della politica ambientale del Comune di Milano, ma anche una delle misure più discusse. Per automobilisti e motociclisti, infatti, rappresenta una frontiera sempre più rigida che non riguarda solo la circolazione ma anche il diritto alla libertà di muoversi come si è sempre fatto.

Oggi i divieti riguardano già i ciclomotori e le moto a due tempi Euro 0 ed Euro 1, considerati tra i più inquinanti, ma le classi più moderne come i quattro tempi fino Euro 5, hanno ancora totale libertà, anche se il futuro è scritto e il calendario delle restrizioni è destinato ad allungarsi, con la minaccia di vedere le moto Euro 2 e 3 bloccate già a partire da fine 2025.

Un anno ancora per "adeguarsi"

Per fortuna la giunta comunale ha deciso di rinviare di un anno, fino al 1° ottobre 2026, l’entrata in vigore dei nuovi divieti per i veicoli Euro 2 ed Euro 3. Si tratta di un segnale di apertura nei confronti di migliaia di cittadini che chiedono più tempo per adeguarsi, in un momento storico in cui cambiare mezzo non è sempre economicamente sostenibile.

Dopo il 2026, però, la progressione dei divieti continuerà, coinvolgendo progressivamente anche le classi Euro 4 e Euro 5 fino al 2030, anno in cui l’obiettivo del Comune è arrivare a un parco circolante quasi del tutto pulito. Per fortuna rimangono le deroghe per le moto di interesse storico, che potranno ottenere permessi speciali a condizione che siano regolarmente certificati e iscritti ai registri riconosciuti.

I cittadini, motociclisti o semplici scooteristi che utilizzano mezzi vecchiotti ma ancora validi per gli spostamenti quotidiani, hanno accolto il rinvio al tardo 2026 come una boccata d’ossigeno, ma è solo uno spostamento in avanti del problema: Milano vuole diventare una città sempre più sostenibile e lo farà anche a costo di ridefinire abitudini e priorità, costringendo i cittadini a cambiare i propri mezzi a due ruote con qualcosa di più nuovo.

 

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