Le moto più coraggiose di sempre: una riesce persino a volare

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Motori nelle ruote, avantreni impossibili, quattro ruote, un V10 da automobile e persino una moto capace di staccarsi da terra. Ecco dieci delle moto più particolari mai costruite, nate da progettisti che hanno deciso di ignorare ogni convenzione.

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Nel 2008 Honda mise insieme elementi da cruiser, scooter e tourer creando qualcosa difficile persino da classificare. La DN-01 aveva posizione rilassata e trasmissione idromeccanica HFT: una moto senza vere concorrenti.

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Moto, automobile o astronave? La Quasar di Malcolm Newell metteva il pilota quasi sdraiato, con i piedi in avanti e protetto da una grande carrozzeria. Negli anni Settanta sembrava arrivata direttamente dal futuro.

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Nel 1929 Georges Roy decise che il classico telaio motociclistico non gli bastava. La Majestic nascose gran parte della meccanica dentro una carrozzeria tutta in metallo e adottò un sistema di sterzo decisamente fuori dagli schemi.

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Più che una moto, sembra un oggetto uscito da un film di fantascienza. La Confederate Wraith lasciava struttura e meccanica completamente in vista, trasformando telaio, motore e sospensioni in parte integrante del design.

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Nel 1993 Yamaha provò a portare le sospensioni alternative nella grande serie. La GTS1000 rinunciava alla forcella tradizionale per un forcellone anteriore con sterzo nel mozzo. Tecnologica, non convenzionale e... inconfondibile.

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Già il nome era un programma: “nearly a car”, quasi un'auto. Nata nel 1921, aveva telaio in lamiera stampata, posizione di guida bassa e sterzo nel mozzo. Un secolo fa si provava già a reinventare la moto.

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Se il motore normalmente sta nel telaio, perché non metterlo nella ruota? La tedesca Megola lo fece negli anni Venti: un cinque cilindri radiale di 637 cc sistemato direttamente nella ruota anteriore. Semplice? Non proprio.

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Sembra fantascienza, invece vola davvero. La Lazareth LMV 496 viaggia su strada con motore elettrico, poi apre le quattro ruote e sfrutta turbine integrate nei mozzi per decollare verticalmente. Autonomia in volo? Circa 10 minuti.

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Chiamarla moto richiede una certa elasticità mentale: quattro ruote accoppiate e, soprattutto, il V10 8,3 litri della Dodge Viper. Presentata nel 2003, la Tomahawk dichiarava 507 CV. Più che una moto, una provocazione meccanica.

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Se il V10 della Tomahawk sembrava troppo, Lazareth rispose con un V8 Maserati da 4,7 litri. La LM 847 ha quattro ruote accoppiate e una meccanica completamente a vista: il confine tra moto e auto qui praticamente... scompare.

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