Prova Yamaha MT-07 2021: i voti del #SottoEsame

Prova Yamaha MT-07 2021: i voti del #SottoEsame#sottoesame

Siamo stati in Puglia per testare l’ultima evoluzione della reginetta giapponese del segmento “medie naked”. Pregi, difetti, piacere di guida e prezzo. Avrà meritato la lode?

Diego D'Andrea

Quando hai un territorio da conquistare, spesso è dura. Ma se hai una leadership da difendere, può esserlo ancora di più. A 7 anni dall’esordio sulle strade, giunta alla sua terza generazione, la Yamaha MT-07 ha conosciuto entrambe le situazioni.
In principio, a dire il vero, sedurre schiere di nuovi fans, per lei è stato piuttosto semplice. Merito di una formula micidiale, capace di mescolare facilità di guida, divertimento motociclistico e un rapporto qualità/prezzo difficile da battere. Da lì a ritrovarsi in cima alla lista delle preferenze, il passo è stato breve. Oggi, quella stessa formula persiste inalterata, e continua a ruotare attorno ad uno dei bicilindrici più riusciti degli ultimi anni (nella sua categoria, e non solo); ma la concorrenza incalza e difendere la posizione è sempre più difficile. È per questo, che approfittando del passaggio all’Euro5, sulla versione 2021 della naked di Iwata sono arrivati diversi upgrades e miglioramenti. L’abbiamo provata in Puglia, lungo le panoramiche strade della valle d’Itria. Ecco con quali voti ha superato il nostro #SottoEsame, in attesa della prova dettagliata sul prossimo numero di In Moto. 

DESIGN

Poche modifiche, grande risultato! L’impronta stilistica della MT "di mezzo" è sempre la stessa, una “enfant terrible” che lascia subito intendere la propria natura di fun-bike irriverente. Eppure, questa versione 2021 guadagna qualcosa in più. Nonostante non si tratti di un vero e proprio stravolgimento, infatti, la MT-07 sterza decisa in direzione della sorella maggiore MT-09. Merito, prima di tutto, del nuovo (e super compatto) gruppo di fari a LED, che riscrive il design dell'avantreno con linee minimaliste e aggressive (guardandolo bene, l’insieme luci di posizione/fanale crea visivamente una Y). Ma è il layout complessivo della moto ad apparire ancora più filante, grazie a particolari come la carena compatta, o come le nuove cover ai lati del serbatoio, riprogettato, che abbracciano efficacemente i condotti dell'aria. Riusciti, anche particolari come le cover per le ginocchia del pilota, con texture 3D, e altre modifiche estetico/funzionali - vedi il manubrio conico in alluminio, o le finiture delle pedane, della forcella, dei supporti e del carter motore - tutte utili ad incrementare la sensazione di una crescita qualitativa generale. Peccato solo per l’aspetto un po’ sottotono dei blocchetti al manubrio. Tre, le colorazioni disponibili: Icon Blue, Tech Black e Storm Fluo. Quest’ultima, soprattutto, spicca  per gli azzeccatissimi cerchi arancio a contrasto. Davvero belli! Forse una quarta livrea, più chiara, non avrebbe guastato.  VOTO: 7,9

CONTENUTI TECNICI E DOTAZIONI

Compatta, minimal e con la meccanica completamente a vista, la MT-07 è, in pratica, un bicilindrico con una moto attorno. E che bicilindrico! Il CP2 da 690cc - piccolo gioiello di ingegneria motociclistica - in quest'ultima evoluzione diventa Euro5 e guadagna diverse implementazioni, per offrire una risposta più lineare, senza nulla cedere dell’ormai noto caratterino piccante. Tra le novità 2021, figurano un nuovo condotto di aspirazione dell'aria, impostazioni ottimizzate dell'iniezione, lo scarico 2-in-1 e una nuova ECU. Ecco i numeri: 73,4 CV a 9000 giri/min e un picco di coppia pari a 67 Nm a 6500 giri/min. Sempre gratificante il sound allo scarico: la fasatura a 270° del motore crossplane, che eroga una sequenza di scoppi irregolari, enfatizza sempre piacevolmente la “voce” della MT quando si ruota il gas. 
Altre novità a bordo sono i dischi freno anteriori da 298 mm (prima erano da 282 mm), un nuovo manubrio in alluminio conico più largo, una strumentazione LCD più funzionale e facile da consultare (con quadrante più grande, per orologio, cambio, contachilometri e contagiri), e indicatori di direzione a LED. Le gomme di primo equipaggiamento sono ora le Michelin Road 5 (180/55-17 sul posteriore e 120/70-17 all'anteriore).
Rispetto alla concorrenza più recente e agguerrita (leggasi, Triumph Trident 660; che però viene proposta ad un prezzo maggiore) sulla MT-07 si fa notare (in particolare) l’assenza del controllo di trazione. La maturità globale dell’intero pacchetto tecnico, però, e le doti preziose del motore, riescono comunque a mantenere alta la valutazione. VOTO: 7,8

ERGONOMIA E COMFORT

Altro aspetto su cui hanno lavorato attentamente i tecnici giapponesi è stata la posizione di guida, con un'ergonomia rivista, che parte dal nuovo manubrio più largo (di 32 millimetri) per favorire il controllo alle basse velocità, e offrire una leva ancora più efficace sui tratti guidati (o quando lo spirito teppistico fermenta, e tenere la ruota anteriore a terra diventa difficile).
Comoda, compatta, sulla MT si ha subito tutto a portata di mano. In sella si sta col busto dritto, ma sempre pronti all’azione. In pratica, una posizione confortevole quando si va a spasso (o nei lunghi tratti a velocità costante), ma allo stesso tempo efficace, quando arrivano le curve… e il divertimento! Apprezzabile la rastrematura nella zona di raccordo tra sella e serbatoio, che consente a chiunque, anche ai meno alti, di poggiare saldamente con i piedi a terra.
Difficile, da una naked, pretendere più di così. VOTO: 8,5

PIACERE DI GUIDA E FATTORE EMOZIONALE

Un colpo al comando dello start, e via! Il meteo estremamente variabile lungo il percorso ha permesso un assaggio della moto a 360°, anche in  condizioni difficili (peccato solo non aver potuto gustare qualche curva in più).
Le prime conferme arrivano all’istante: non appena si iniziano a snocciolare le marce, una dietro l’altra in rapida successione, si ritrova subito l’erogazione frizzante del crossplane già ai regimi medio/bassi, che prosegue robusta fino a fondo scala del contagiri. Rispetto a prima, si avverte in maniera chiara un certo aumento della trattabilità e della regolarità generale, che fa comunque il paio con la proverbiale reattività al comando del gas (quest’ultimo, tra l’altro, privo di effetto on-off): si può riprendere da velocità bassissima, in quinta marcia (ma anche in sesta), senza percepire strappi o tentennamenti di sorta.  
Quando il percorso diventa tormantato, e si inizia a fare sul serio, le uscite di curva risultano sempre gratificanti e grintose, mentre telaio e sospensioni - queste ultime semplici, ma dal comportamento “sano” - regalano fiducia e il giusto rigore in percorrenza. Buonissima l’agilità, come anche la stabilità in rettilineo a velocità elevata, sebbene la totale assenza di riparo aerodinamico costringa giocoforza ad accucciarsi sul serbatoio. La frenata, infine, è apparsa in linea con quel che ci si può aspettare su una naked di questa categoria: equilibrata ed efficace, finché si rimane entro un range di utilizzo “normale” (o poco più). Quindi, nel 90% dei casi.
In conclusione, divertimento e facilità, tutto in un colpo solo. La MT-07 non si smentisce! VOTO: 8,5

RAPPORTO QUALITÀ/PREZZO

La naked Yamaha è disponibile nelle concessionarie al prezzo di listino di 6.999 euro (f.c.); qualcosina in più rispetto alla versione uscente, ma ancora estremamente competitivo. Soprattutto se si considerano i 1.000 euro circa da aggiungere, se si volge lo sguardo alla nuova Triumph Trident 660, che però ha il controllo di trazione di serie. La naked Yamaha sarà disponibile anche in versione 35 Kw. VOTO: 8,5

CONCLUSIONI

Prova Yamaha MT-07 2021 LE FOTO

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Siamo stati in Puglia, in Valle d'Itria, per testare l’ultima evoluzione della reginetta giapponese del segmento “medie naked”, che potete scoprire, in ogni particolare, nelle immagini di questa gallery

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Poca spesa, tanta resa. Compatta, leggera, facile, divertente… e con un caratterino che conquista all’istante, con questa “piccoletta” non si sbaglia.  Insomma, se la prima moto non si scorda mai, la MT-07 sembra studiata apposta per non farsi mollare. Il classico mezzo per chi cerca una due ruote vera su cui esordire; capace, però, di trasmettere emozioni anche quando l’apprendistato motociclistico giunge al termine. Una naked che sposta, ridimensiona, e rende anche un po’ vetusto, il caro vecchio concetto di “entry level“; quindi, adatta tanto al neofita, quanto a chi cerca bassi costi di gestione e “semplicità”, senza dover rinunciare a divertimento e piacere di guida. Volendo usare una metafora culinaria, è un po’ come un piatto di tannarelli cacio e pepe: ci sono primi sicuramente più elaborati, costosi e raffinati, ma la sua forza sta in quei pochi ingredienti, gustosi, ben dosati e imprescindibili. Un piatto di cui alla fine, non ti stufi mai. 
VOTO FINALE: 8,2

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