Ducati Scrambler 1100: primo contatto

Sulle strade del Portogallo in sella alla versione “maxi” della moto più venduta dalla Casa di Borgo Panigale

 

Andrea PadovaniAndrea Padovani

Pubblicato il 22 marzo 2018, 17:23 (Aggiornato il 22 marzo 2018, 18:12)

Della Ducati Scrambler 1100 si è parlato a lungo durante l’EICMA, quando è stata presentata ufficialmente. Ora non è più una novità neppure da un punto di vista dinamico. Abbiamo avuto modo di provare la nuova Ducati in Portogallo, sulle strade intorno a Lisbona scoprendo una moto estremamente facile, piacevole e intuitiva.

MOTORE SEMPRE GESTIBILE - Tante le novità da segnalare a partire dal motore Desmo2 derivato da quello della Monster, un bicilindrico estremamente dolce nell’erogazione, corposo ai medi e dolce ai regimi più bassi. Basti pensare che in sesta si può scendere tranquillamente fino a quasi 2.000 giri e riprendere senza problemi. Ottimo il feeling col gas, grazie a un’elettronica raffinata che permette di selezionare tre riding mode, il City, davvero dolce nella risposta, e i Journey e Active più decisi. Perfetta la taratura del traction control, mai invadente nemmeno nella taratura più invasiva.

OK NEL MISTO STRETTO - La ciclistica è al top: anche grazie al manubrio largo e al favorevole braccio di leva, la Scrambler è agile e intuitiva nel misto stretto e stabile nel veloce. La taratura delle sospensioni di compromesso, morbida ma mai flaccida, aiuta tantissimo ad acquisire un buon feeling con la moto. Solo il mono risulta un filino sostenuto, ma è regolabile e si può adattare alle esigenze (come peraltro la forcella, nel caso dovesse servire). Tutto ciò ha un risvolto positivo anche in termini di comfort, davvero eccellente anche in virtù della sella ampia, della comoda posizione di guida e delle limitate vibrazioni. Buona la frenata: un unico appunto all’attacco del freno anteriore troppo cattivo. Potenza e modulabilità sono al top. 

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