Africa Eco Race, la Dakar (anche) delle bicilindriche: non solo Tuareg e Ténéré
Mathias Cantarini
Pubblicato il 26 gennaio 2026, 12:44 (Aggiornato il 26 gennaio 2026, 12:02)
Il Dakar Rally è da poco terminato. Il raid più famoso e duro del mondo, dal 2009, ha però abbandonato lo storico tragitto tra Parigi e la capitale senegalese. Un’eredità raccolta dall’Africa Eco Race, che da qualche anno ha aperto alle bicilindriche, oggi grandi protagoniste del mercato, che la Dakar aveva invece proibito dal 2005.
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Aprilia Tuareg 660: la regina dell’Africa Eco Race
Fin dalla sua prima apparizione nell’edizione 2024, la Tuareg 660 preparata dall’officina dei fratelli Guareschi si è rivelata perfettamente a suo agio all’Africa Eco Race, conquistando il successo in due edizioni consecutive (2024 e 2025) con Jacopo Cerutti. La moto ufficiale utilizzata da Cerutti, Francesco Montanari e Marco Menichini presenta pochissime differenze rispetto alla Tuareg 660 Rally acquistabile in concessionaria. Cambiano le sospensioni, affidate a Öhlins al posto delle KYB del modello di serie, e il telaietto posteriore, ridisegnato per ospitare il serbatoio supplementare necessario ad aumentare l’autonomia nelle lunghe speciali africane. Rimane invece invariato il motore bicilindrico frontemarcia da 659 cc, capace di erogare 80 CV a 9.250 giri/min e 70 Nm a 6.500 giri/min.
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