Trasportare la propria bici con la moto

Mastech lancia la sua proposta sul mercato ma difficilmente vedremo questo sistema sulle nostre strade...

Trasportare la propria bici con la moto

D.D.D.D.

Pubblicato il 19 febbraio 2019, 16:52 (Aggiornato il 19 febbraio 2019, 17:18)

Il motivo va ricercato in ovvie questioni di omologazione e regole della circolazione stradale. Ingombri e sporgenze oltre misura, difficilmente dovrebbero poter consentire l’utilizzo di un accessorio di questo genere sulle nostre moto, senza il rischio di incorrere in una sanzione. Probabilmente, però, poco importa a Mastech, azienda colombiana, che ha ideato questo curioso sistema di trasporto pensando a mercati più “liberi” del nostro.

ANCHE SE, a pensarci bene, il problema che si pone non è di semplice regolamentazione ma anche di banale buon senso: oltre alle ovvie ripercussioni sulla dinamica del mezzo (non sarete i più veloci, e neanche i più al sicuro, sulle varianti svelte) immaginate cosa potrebbe accadere in caso di caduta, o nel traffico, cambiando corsia; o peggio ancora, al momento di imboccare un tunnel o un sottopassaggio, senza aver effettuato le opportune valutazioni.

EPPURE, se in tanti amano (o hanno amato) l’idea di una tavola da surf agganciata all'amata due ruote (negli ultimi anni se ne sono viste diverse di special così, soprattutto sull’onda di una certa moda), non è difficile immaginare che ad alcuni, portarsi dietro la bici in moto, potrà sembrare persino una buona idea. Nel caso, questo accessorio si può ordinare QUI a poco più di 70 euro.

Iscriviti alla newsletter

Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail

Premendo il tasto “Iscriviti ora” dichiaro di aver letto la nostra Privacy Policy e di accettare le Condizioni Generali di Utilizzo dei Siti e di Vendita.

Commenti

Loading

Exeet Blackbull H2: il quad sovralimentato da 200 CV che potrebbe ucciderti

Quattro ruote, 2.8 secondi da 0 a 100 e un comportamento dinamico da pelo sullo stomaco. Un giocattolo pericoloso o un semplice sacrilegio?

Cfmoto V3: la cruiser che non si prendeva troppo sul serio (ma aveva anche dei difetti)

La allora da noi sconosciuta Casa cinese nel primo decennio degli anni Duemila proponeva un 250 automatica con radio integrata e stile coraggioso