Aumentano i controlli sui passi dolomitici e sui social

Michele Lallai
Pubblicato il 10 luglio 2026, 11:40
In Alto Adige è partita una nuova campagna di verifiche che punta l'attenzione non soltanto sulle violazioni del Codice della Strada, ma anche sulle modifiche tecniche non omologate. Sui passi della Mendola, San Lugano e Oclini sono state fatte quindici sanzioni per sorpassi vietati, velocità eccessiva, invasione della corsia opposta e altre condotte pericolose, con tre patenti ritirate. Parallelamente, i Carabinieri stanno monitorando gruppi social e piattaforme online dove vengono organizzati ritrovi e, a quanto pare, vere e proprie sfide su strada aperta al traffico.
Si tratta davvero di corse clandestine sui passi alpini?
Da diversi anni le strade di montagna dell'Alto Adige sono state messo sotto stretto controllo da parte delle autorità, ovviamente spinte dalla complessa situazione dell'overtourism e del traffico eccessivo sulle mete dolomitiche più amate. Velocità, scarichi rumorosi, pneumatici usurati o modifiche tecniche sono da tempo al centro delle verifiche per una questione di inquinamento acustico e sicurezza, anche in risposta alle proteste dei residenti e all'elevata incidentalità che caratterizza molte arterie alpine.
Il fenomeno, però, merita una riflessione più ampia. Se fino a pochi anni fa certe esagerazioni rimanevano episodi isolati, oggi vengono filmate, montate in video spettacolari e pubblicate con l'obiettivo di ottenere visualizzazioni. Impennate, sorpassi impossibili, velocità ben oltre i limiti e invasioni della corsia opposta diventano contenuti da condividere (come abbiamo detto in questo recente articolo), alimentando un meccanismo di emulazione che spinge qualcuno a trasformare la strada in un palcoscenico. Non ci sono informazioni concrete, però, riguardo vere e proprie corse clandestine organizzate sulle strade, e questa rimane un'ipotesi da verificare scritta nei verbali delle forze dell'ordine.
Si tollera sempre meno... ma forse è un bene
Nei vari posti di blocco quindi cresce anche l'attenzione verso le modifiche alle moto e alla condotta di chi le guida. Scarichi privi di omologazione, eliminazione del catalizzatore, centraline riprogrammate e altri interventi che alterano le caratteristiche di omologazione della moto sono oggetto di particolari attenzioni nelle ultime settimane, assieme alla verifica dei social che può portare a ricevere verbali dei carabinieri direttamente a casa.
E anche se si tratta di una minoranza, è proprio quella a fare più rumore, nel senso letterale e figurato del termine. Ogni video che mostra velocità folli o sorpassi al limite non resta confinato alla cerchia degli appassionati: arriva sugli smartphone di migliaia di persone, amministratori locali compresi, rafforzando l'idea che il problema sia l'intera categoria e non quei pochi individui che scelgono deliberatamente di ignorare le regole. E il prezzo rischia di pagarlo un'intera comunità di motociclisti che con quei comportamenti non ha nulla a che vedere.
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