Fabbricavano caschi contraffatti: maxi sequestro della Guardia di Finanza

Sequestro di 1.300 caschi da moto e da bici con marchi contraffatti e privi dei requisiti minimi di sicurezza
Fabbricavano caschi contraffatti: maxi sequestro della Guardia di Finanza

Pubblicato il 26 giugno 2026, 16:14

Un duro colpo al mercato dei dispositivi di protezione individuali non a norma è stato inflitto dalla Guardia di Finanza di Torino. Nell'ambito dell'operazione denominata "Non ci casco", i militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria hanno condotto una vasta indagine tra il Torinese e l'Alessandrino, culminata nel sequestro di 1.300 caschi da moto e da bicicletta con marchi contraffatti e privi dei requisiti minimi di sicurezza.

La filiera del falso e i macchinari sequestrati

L'attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Torino, ha svelato una vera e propria filiera industriale del falso. Oltre ai caschi già pronti per essere immessi sul mercato, le Fiamme Gialle hanno bloccato e posto sotto sequestro 4.500 componenti ancora da assemblare, circa 3.500 etichette di omologazione contraffatte e l'intera linea produttiva dell'azienda coinvolta. Quest'ultima comprendeva 20 macchinari industriali e 101 matrici utilizzate per la stampigliatura e la fabbricazione dei pezzi.

I rischi per la sicurezza

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l'azienda importava i componenti grezzi dall'estero, prevalentemente dalla Cina. Successivamente, i pezzi venivano assemblati in loco e marchiati applicando le false certificazioni di omologazione, senza che i prodotti fossero mai stati sottoposti ai test d'impatto e di resistenza previsti dalle rigide normative europee. I dispositivi venivano poi commercializzati sia direttamente presso il punto vendita fisico dell'azienda, alle porte di Torino, sia attraverso canali di e-commerce online.

Il valore complessivo della merce e dei macchinari sequestrati supera i 700 mila euro. Al di là del rilevante danno economico e della frode commerciale, l'operazione ha evitato un grave rischio per l'incolumità pubblica: l'uso di caschi non certificati espone infatti ciclisti e motociclisti a pericoli potenzialmente letali in caso di incidente. L'indagine si è conclusa con il deferimento all'Autorità Giudiziaria dei titolari dell'attività.

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