Zayn Sofuoglu e le superbike: senza dubbio un messaggio sbagliato

Se un bambino di sei anni viene messo alla guida di moto da oltre 200 CV non è spettacolo social. È una sciocchezza. Punto
Zayn Sofuoglu e le superbike: senza dubbio un messaggio sbagliato

Antonio VitilloAntonio Vitillo

Pubblicato il 4 giugno 2026, 16:46

Le immagini di Zayn Sofuoglu, sei anni appena compiuti, alla guida di moto come la BMW M 1000 RR, la Kawasaki Ninja H2R o in impennata su una KTM Freeride, hanno fatto rapidamente il giro del web. Se c’è chi, da un lato, esprime ammirazione per la capacità di controllare mezzi così impegnativi, dall'altro emergono interrogativi che vanno molto oltre la prestazione in sé.
Il punto, infatti, non è stabilire se Zayn sia talentuoso. Se, in primis, la questione è capire quale messaggio si voglia trasmettere quando un bambino diventa protagonista di certi contenuti, non ultimo ci si chiede cosa possa spingere un genitore a mettere così a rischio l’incolumità di un figlio. Considerando pure che la stragrande maggioranza degli adulti non motociclisti non sarebbe in grado di gestire una situazione simile.

Il motociclismo non è solo controllo del mezzo

Nel racconto mediatico del motociclismo si tende spesso a enfatizzare la capacità di guidare forte, di gestire le potenze o controllare situazioni al limite. 
Guidare una moto significa anche esperienza per valutare il rischio, per interpretare il contesto in tempo reale, prendere decisioni e comprendere le conseguenze delle proprie azioni. Aspetti che non dipendono soltanto dal “talento”, ma da un percorso di crescita personale e di maturazione cognitiva. Che un bambino non può aver sviluppati.

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