Carburanti, nuova stangata: prezzi su del 14% in una settimana, scatta l’allarme speculazioni

Con il petrolio sopra i 100 dollari, benzina e gasolio tornano a salire. Il Codacons denuncia possibili manovre speculative e chiede il taglio delle accise 
Carburanti, nuova stangata: prezzi su del 14% in una settimana, scatta l’allarme speculazioni

Alessandro VaiAlessandro Vai

Pubblicato il 9 marzo 2026, 14:04 (Aggiornato il 9 marzo 2026, 13:45)

Lo avevamo già scritto una settimana fa che la guerra in Medio Oriente aveva avuto un impatto, fin troppo repentino, sui prezzi dei carburanti, con aumenti completamente ingiustificati già dopo poche ore dallo scoppio delle ostilità. Oggi, 7 giorni dopo, la situazione è peggiorata, visto che il petrolio ha raggiunto e sfondato la soglia dei 100 dollari al barile.
Di conseguenza, come sottolinea il Codacons, in una settimana la benzina al self è aumentata di circa il 7%, mentre il gasolio del 14,3% arrivando a sfiorare il 2 euro, mentre la verde è a circa 1,80 euro.

ARGINARE LE SPECULAZIONI

Il Codacons ha anche ribadito che è pronto ad investire le Procure della Repubblica di tutta Italia affinché si aprano indagini penali su tutto il territorio nazionale alla luce dei possibili reati di manovre speculative su merci e aggiotaggio, così come individuati dall’art. 501 bis del codice penale. Inoltre, il Codacons sottolinea che ciò che davvero serve in Italia per stroncare sul nascere le speculazioni sui listini al dettaglio è la definizione di “prezzo anomalo”, fattispecie prevista dalla legge 231 del 2005 ma mai attuata nel nostro Paese, che vieta gli aumenti eccessivi dei prezzi al dettaglio nel settore agroalimentare.

IL PREZZO ANOMALO

Secondo il Codacons, questo principio dovrebbe essere esteso a tutti gli altri comparti, compresi i carburanti, definendo in modo preciso il “prezzo anomalo”, ossia la percentuale massima di aumento dei listini oltre la quale scatta l’illecito sanzionabile in base alle leggi dello Stato. Infine, il Codacons chiede a governo di tagliare subito le accise sui carburanti per almeno 15 centesimi di euro al litro.

RIDURRE LE ACCISE

Per farlo non servono nuovi decreti ma basta adottare la legge del 2023 sulle accise mobili che consente a Mef e Mase di intervenire subito con un provvedimento di riduzione della tassazione. Questa misura, secondo quanto dichiarato dal Codacons, terrebbe sotto controllo anche i prezzi dei prodotti trasportati, specie gli alimentari, che come noto risentono dei rincari del gasolio considerato che oltre l’80% della merce venduta in Italia viaggia su gomma – conclude l’associazione.

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