Il bollo moto per il 2026: tutto quello che c'è da sapere e come si calcola

Alessandro Vai
Pubblicato il 24 dicembre 2025, 10:35
Il bollo moto è una tassa che si paga in base al possesso del veicolo e non al suo reale utilizzo: appena questo viene iscritto al Pra, l'obbligo di pagamento è immediato e riguarda tutti i motocicli con cilindrata superiore ai 50 cc. Per i ciclomotori, invece, si applica la tassa di circolazione, dovuta solo in caso di utilizzo su strada. L’importo dipende da due parametri indicati sulla carta di circolazione: la potenza, espressa in kilowatt, e la classe ambientale Euro. Nel calcolo si considera esclusivamente il valore intero dei kW, ignorando eventuali decimali.
Bollo moto: tariffe ed eccezioni
Per le moto fino a 11 kW è prevista una tariffa fissa, che varia in base all’omologazione: poco più di 19 euro per le Euro 3 e successive, fino a circa 26 euro per le Euro 0. Oltre questa soglia, all’importo base si aggiunge una quota variabile per ogni kW eccedente, che va da 0,88 euro per le Euro 3 o superiori fino a 1,7 euro per le Euro 0. In caso di furto, l’obbligo di pagamento viene meno solo dopo la registrazione della perdita di possesso al Pra. Se la moto viene venduta, il bollo è dovuto da chi risulta proprietario alla data di scadenza.
Bollo moto: dove si paga
Il bollo moto può essere versato attraverso diversi canali: online, tramite il portale Aci, l’home banking o l’app Io, oppure presso tabaccherie abilitate, uffici postali, delegazioni Aci e agenzie di pratiche auto. Sono esenti dal pagamento le moto che hanno superato i 30 anni di età, mentre per quelle comprese tra i 20 e i 29 anni, dotate di certificato storico, è spesso prevista una riduzione del 50%, con modalità che variano in base alla Regione.
Bollo moto: la prima scadenza
Il primo pagamento coincide con il mese di immatricolazione. Se la registrazione avviene negli ultimi dieci giorni del mese, il versamento può slittare a quello successivo. L’importo copre il periodo fino alla prima scadenza standard, solitamente fissata a gennaio o luglio. Fanno eccezione Lombardia e Piemonte, dove dal 2004 è in vigore un sistema annuale: il bollo si paga entro la fine del mese successivo all’immatricolazione e vale per dodici mesi.
Bollo moto: le novità dal 2026
Di recente il governo ha reso più omogenee le scadenze, ma le nuove regole si applicheranno solo alle moto immatricolate a partire dal prossimo 1° gennaio. In questi casi, il primo bollo dovrà essere pagato entro la fine del mese successivo alla registrazione e avrà validità annuale, con scadenza nel mese di immatricolazione. Per i veicoli già targati restano invece in vigore le solite scadenze consultabili sull’ultima ricevuta di pagamento.
Bollo moto: ritardi e sanzioni
Chi paga in ritardo deve fare i conti con sanzioni e interessi, che aumentano con il passare del tempo. Dal quindicesimo al trentesimo giorno successivo alla scadenza si applica una sanzione dell’1,5%, oltre agli interessi legali. Tra il 31° e il 90° giorno la percentuale sale all’1,67%. Oltre i tre mesi e fino a un anno si arriva al 3,75%, che diventa il 4,29% tra uno e due anni e il 5% oltre i due anni, in assenza di contestazioni. In caso di accertamento formale da parte della Regione, la sanzione piena raggiunge il 30%. Esiste però uno strumento per limitare i costi: il ravvedimento operoso “veloce”. Se il pagamento avviene entro 14 giorni dalla scadenza, la sanzione si riduce allo 0,1% per ogni giorno di ritardo, a cui si aggiungono soltanto gli interessi legali maturati.
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