L'anno delle due ruote inizia a marzo. Bensvegliati motociclisti!

Michele Lallai
Pubblicato il 3 marzo 2026, 10:56
L’anno del motociclista non comincia il primo gennaio, tra brindisi e buoni propositi, ma in quella prima giornata un po' tiepida di marzo, quando il sole torna a scaldare l’asfalto e il termometro si stabilizza tra i 15 e i 18 gradi. Il gesto di aprire il garage dopo mesi di stop forzato ha un valore rituale. Le gomme hanno perso qualche decimo di pressione, la catena chiede attenzione e la batteria, spesso mantenuta in vita dal mantenitore durante l’inverno, ha bisogno di un po' di spunto in più per far girare di nuovo il motore.
Una controllata al livello dell’olio e del liquido refrigerante, uno sguardo ai cavi, alle leve, alle sospensioni e un paio di minuti a girare al minimo per far scaldare bene il motore dopo un inverno freddo. Sono gesti quasi emozionanti che servono a ristabilire un contatto fisico con il mezzo e riprendere confidenza con l'oggetto che più di tutti ci fa provare emozione.
Il primo giro dell'anno si gusta piano
I primi chilometri sono sempre un dialogo prudente tra uomo e macchina. Le mani tornano a stringere le manopole con decisione e lo sguardo si riallinea alle traiettorie con un po' di fatica... serve riabituare i sensi alle stimolazioni della guida e il collo e le spalle hanno bisogno di sciogliersi con calma. Di sicuro il primo giro dell'anno non è la tipica scampagnata lontani da casa o per le strade di montagna ancora segnate dal freddo e dal ghiaccio. Marzo è il mese delle uscite brevi per sgranchire le ossa e ritrovare fluidità.
Per moltissimi italiani il primo vero giro dell'anno è verso la costa. Lì il sole è più diretto, l’aria più mite e la luce riflessa dal mare amplifica la sensazione di calore. Le montagne restano sullo sfondo, ancora in parte imbiancate, rimandate ai mesi estivi quando l’altitudine diventerà la via di fuga dall'afa. In primavera si cerca piuttosto l’orizzonte aperto e la strada scorrevole, con qualche curva giusto per verificare che la ciclistica sia ancora ok e che non ci siano perdite di qualche tipo. Si esce dalla routine quotidiana per qualche ora, si lasciano alle spalle le scadenze e le preoccupazioni per assaggiare di nuovo quel senso di libertà che ci fa pregustare una stagione dalle prospettive sempre eccezionali.
Pochi chilometri per immaginare tutti gli altri
Di fatto, marzo è anche il mese dei progetti. Mentre i primi chilometri ci ricordano veramente che cosa vuol dire libertà, la mente viaggia verso tutte le possibilità che la bella stagione ci metterà a disposizione. Così una volta tornati a casa, con ancora il profumo delle prime fioriture nel naso, pianifichiamo i tour dell’anno e si confrontano itinerari, mappe, traghetti e spese.
E insieme ai progetti ritornano gli “amici di strada”, quei compagni di viaggio con cui si condividono i giri e le soste al bar e al ristorante. Un messaggio nel gruppo o una telefonata, e l’appuntamento per la prima uscita collettiva è già fissato, così la stagione potrà ripartire in maniera ufficiale.
È un po' la storia degli animali che escono dal letargo, perchè come la natura si risveglia dopo il gelo anche il motociclista abbandona la pigrizia invernale per recuperare l'entusiasmo di stare fuori casa. E se non vi sentite rappresentati da queste parole perchè siete motociclisti che vanno in moto tutto l'anno... beh, per voi c'è un altro tipo di romanticismo di cui parlare, ma questa è un'altra storia.
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