In Moto Consiglia: Il sorpasso VIDEO

Ottava puntata degli appuntamenti realizzati in collaborazione con Safe Ride Experience sull’ABC della guida motociclistica

Redazione - @InMoto_it

Dopo le prime sette puntate, è il momento dell’ottavo appuntamento con la serie di video-lezioni realizzate in collaborazione con i ragazzi di Safe Ride Experience (info@saferide.it // www.saferide.it). Oggi parleremo di come effettuare al meglio, e in tutta sicurezza, un sorpasso. E come al solito, sarà utile osservare quanto, grazie a piccoli e mirati suggerimenti, si possano ottenere sin da subito risultati rilevanti.

IL SORPASSO: ELEMENTI DI BASE

Per la maggior parte dei motociclisti il sorpasso è una manovra esaltante, perché permette di scatenare la potenza del motore e allo stesso tempo guadagnare strada. Se le cose cominciassero e finissero qui non sarebbe una pratica tutto sommato problematica, purtroppo però sorgono alcune complicazioni che rendono questa manovra tanto pericolosa quanto sottovalutata. Come al solito i problemi nascono principalmente dentro alla nostra testa e condizionano sia l’uso dello sguardo che la capacità decisionale: una ridotta percezione del rischio con conseguente scarsa pianificazione della manovra. Non solo, viene anche ignorato o misconosciuto il rapporto tra tempo e spazio disponibili in base alla velocità. A tutto ciò aggiungiamo l’errata convinzione che la moto, piccola e veloce, permetta di sgusciare esente da problemi in ogni pertugio, curve cieche comprese.

IL SORPASSO: LA PREPARAZIONE

APer un sorpasso tecnicamente corretto e 100% sicuro bisogna tener conto di alcune raccomandazioni. Innanzitutto bisogna ottimizzare la visibilità in rapporto al tipo di ambiente attraverso cui ci si muove. Questo  significa studiare prima il veicolo da superare – attenzione allo sviluppo in lunghezza dei camion – poi considerare il tipo di strada che si snoda di fronte a noi, le caratteristiche di curve e rettilinei, quanto spazio di manovra vi sia alle velocità cui ci muoviamo e quanta visibilità ci sia in profondità. 
Occhio anche al retrovisore, perché la stessa nostra intenzione verso il sorpasso, potrebbe sorgere in altri utenti dietro di noi, che potrebbero anche iniziare la manovra prima. Ecco perché è sempre doveroso tenere ampia distanza dal veicolo che ci precede: favoriremo la nostra visibilità e manterremo la possibilità di accelerare per aumentare la nostra velocità ancor prima di fare il cambio di corsia per il sorpasso vero e proprio. A questo proposito spesso ci si dimentica di valutare correttamente il delta tra la propria velocità e quella del veicolo da superare. Se già questo calcolo non è semplice, possiamo immaginare quanto più complesso sia aggiungere l’ulteriore variabile rappresentata dalla capacità di accelerare del nostro veicolo.

IL SORPASSO: ATTENZIONE AL RIENTRO IN CORSIA

Da queste prime considerazioni già intuiamo il motivo della premessa fatta: a questi calcoli aggiungiamo la necessità di valutare lo spazio disponibile per il sorpasso stesso e la fase di rientro in corsia, specie se abbiamo un altro veicolo che si muove verso di noi.
Quest’ultimo fattore è quello che eleva al quadrato la pericolosità di una manovra già di suo non esente da rischi.
I consigli per un sorpasso sicuro sono quindi di effettuare la manovra solo se si abbia perfetta visibilità, se non vi siano veicoli in senso contrario se non a distanze oggettivamente non rilevanti, e a patto che si sfrutti tutta la potenza del motore e i giusti rapporti per ridurre la durata nel tempo e nello spazio del sorpasso. Inoltre in caso di sorpassi multipli non cercate mai di superare troppi veicoli in una sola manovra. Maggiore il tempo che si passa in contromano, maggiore l'incidenza dei rischi. Meglio tante manovre corte, piuttosto che una lunga ed eccessivamente rischiosa.

IL SORPASSO: VEICOLI IN COLONNA

Come ultima raccomandazione vogliamo sottolineare che in Italia è vietato superare veicoli in colonna (fermi o in movimento), sia che lo si faccia tra due corsie, in contromano o in corsia di emergenza. La manovra non è proibita per capriccio del legislatore, ma per l'oggettiva ed elevatissima pericolosità della situazione, tanto alle basse quanto alle alte velocità.

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