Confessioni di un motociclista: sono attratto dalla moto elettrica!

Confessioni di un motociclista: sono attratto dalla moto elettrica!

Un po’ per provocazione un po’ perché l’attualità ci spinge a farlo, parliamo di moto elettriche, partendo dall’ammissione di colpa di uno di noi. Per far capire che le moto a batteria possono piacere e molto, ma anche che non possono sostituire quelle a benzina

Scusate, debbo dire una cosa: le moto elettriche mi piacciono!

Ecco l’ho detto: verrò bannato dalla comunità dei motociclisti? Non leggerete più i miei articoli ora? Forse prima dovevo fare una premessa: in garage ho un’Aprilia Tuono V2. Anzianotta, ma testimonia che mi piacciono (e molto) le moto normali.

E ora veniamo alle elettriche. Nei giorni scorsi ho riconsegnato una Zero SR/F, la naked sportiva della casa californiana. Probabilmente ne avrete letto: esteriormente è una classica nuda, discretamente equipaggiata.

I primi tragitti che ci ho fatto sono stati brevi. Così ho apprezzato la morbidezza dell’erogazione continua, e ho anche preso le misure alla sua autonomia.

Poi è venuto il giorno della prova extraurbana seria, il passo di montagna da sparo. Centralina su Sport, e su per quella solita strada dove vado a provare le moto.

Sorpresa: questa moto è prepotente

Che potesse avere un’accelerazione forte lo sapevo, in fin dei conti ha 111 cavalli e una coppia da 190 Nm. Che potesse essere tanto efficace ed eccitante però, francamente non me lo aspettavo.

Perché mi è piaciuta? Perché è inaspettata nel suo proiettarti fuori dalla curva e attraverso le semicurve da percorrere in accelerazione, con quel suo tiro costante, che non richiede cambi marcia. Prepotente ma fluidissima.

Avete nostalgia del rumore dello scarico, del cambio e della frizione? Lo capisco, piacciono anche a me. Ma con l’elettrica sportiva m’è venuto il dubbio di salire più forte sulle strade di montagna. E con gusto. Perché non è vero che non c’è rumore e che non ha personalità. In una settimana ho imparato a riconoscere il sibilo del motore ai diversi regimi, e anche il rumore del vento ti dà un’idea chiara della velocità.

Attenzione: il termico è un’altra cosa

Ora vi state chiedendo perché ho scritto questo pezzo, e dove voglio andare a parare. Il perché è un po’ nell’aver notato che tanti amici motociclisti di elettrico non vogliono proprio sentir parlare. Chiusura totale. Invece basterebbe farci un giro per capirne qualcosa di più. Io ho sempre avuto l’insaziabile curiosità di provare tutte le moto che ho potuto.

Sul dove voglio andare a parare, rilassatevi: non sto per tentare di convincervi che l’elettrico è migliore del termico. Perché si tratta di un qualcosa tanto diverso da non essere comparabile. Sbaglia chi le confronta. E sbaglia ancora di più chi pensa che la moto a batteria possa sostituire quella a benzina.

Personalmente mi piace, l’ho detto. Al punto che se il portafogli me lo permettesse, ne avrei una in garage. Ma terrei anche la mia Tuono. Perché il gusto del termico non lo vorrò perdere fino a quando sarò in grado di contare le marce.

Però l’elettrico oggi come prestazioni e autonomia ha dignità per esser preso in considerazione. Perlomeno per determinati utilizzi. Sicuramente per i mezzi da commuting, gli scooter. Ma anche per le moto. Perché non tutti i motociclisti quando escono alla domenica fanno 500 km.

Intanto l’Europa va avanti

L’Europa nel frattempo sta pensando a una grande svolta: dal 2035 vorrebbe vietare la vendita di auto e furgoni. Non si parla di moto, ma questa scelta ovviamente riguarderà anche noi motociclisti, perché gli obiettivi di contenimento delle emissioni inquinanti del piano Fit for 55 riguardano tutti.

Ecco perché noi di In Moto ci stiamo occupando di questo argomento. Ed ecco perché questo articolo. Perché, come in una chiacchierata al bar, ci piacerebbe sapere cosa ne pensate. Cosa mi rispondereste se stessimo bevendo una birra e vi avessi detto a voce tutto ciò?

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