QJ SRK 1051 RR: sta per arrivare in Europa?

Dal prototipo del 2024 alla versione di serie il passo è stato corto. Ci sono già alcune informazioni tecniche e presto sapremo se la vedremo anche sulle nostre strade
QJ SRK 1051 RR: sta per arrivare in Europa?

Michele LallaiMichele Lallai

Pubblicato il 4 dicembre 2025, 08:42 (Aggiornato il 4 dicembre 2025, 08:52)

L'abbiamo vista in versione prototipo ai saloni invernali degli ultimi due anni e, finalmente, arrivano le prime informazioni tecniche riguardo il possibile arrivo di una nuova sportiva 1000 nel mercato europeo. Stiamo parlando della QJ Motor SRK 1051 RR, figlia del prototipo SRK 1000 RR visto per la prima volta a EICMA 2024. In questo caso non si parla di una sportiva di accesso come i marchi cinesi ci hanno abituato, ma di una 1000 dal posizionamento leggermente superiore e ancora da definire.

Sportiva stradale o supersportiva?

Alla base un 4 cilindri in linea derivato da quello 921 che MV Agusta montava nella precedente generazione di Brutale, ma con una cilindrata rivista aumentando l’alesaggio da 73 a 78 mm a corsa invariata, portandola a 1.051 cc e a una potenza di 144 CV a 10.600 giri. Si tratta di un valore che non compete con quello delle superbike oltre i 200 cavalli, ma va letto nel contesto del marchio e del target: QJMotor sembra puntare a una sportiva stradale di grossa cilindrata, più che a un’arma da pista estrema, e che con molta probabilità andrà a rivaleggiare con la nuova ZXmoto 820 RR o - indirettamente - con Kawasaki Ninja 1100 SX.

Il telaio a traliccio in acciaio con elementi in alluminio, affiancato da un forcellone monobraccio, non è di certo una novità assoluta. Le sospensioni prevedono una forcella rovesciata e un monoammortizzatore regolabile di carattere sportivo e l’impianto frenante è firmato Brembo, a conferma della sostanza tecnica. I circa 215 kg dichiarati in ordine di marcia, con serbatoio da 15 litri, la mettono nella fascia di peso delle moto occidentali più che cinesi, mentre supisce un po' lo pneumatico 190/50 dietro, una soluzione che finora abbiamo visto solo su moto giapponesi realizzate su piattaforme di non freschissima generazione. Tutti questi dati arrivano dalla versione non ancora omologata per l'Europa, quindi può essere che qualcosa (per esempio con il peso, data la complicazione dell'Euro5+) possa cambiare.

L’elettronica segue lo standard di categoria attuale. Oltre al quickshifter bidirezionale, ormai dato per acquisito su moto di questa fascia, la SRK 1051 RR dispone di controllo di trazione sensibile all’inclinazione, ABS cornering e display TFT con funzioni avanzate, tra cui il monitoraggio della pressione degli pneumatici. Si tratta di una dotazione che non introduce elementi particolarmente innovativi, ma che risponde alle aspettative di chi guarda a una sportiva stradale moderna.

C'è dell'Italia in questa cinese

Di interessante c'è anche il design italiano. Il contributo dello studio C-Creative e dalla concept di un anno fa riprende proporzioni, superfici e trattamento dei volumi. Non si tratta di una copia di qualcosa che già si è visto, ma di un linguaggio estetico nuovo che rielabora stilemi ormai consolidati nel panorama delle sportive europee. Il frontale compatto, il codino rastremato, l’integrazione degli elementi aerodinamici e il bilanciamento tra pieni e vuoti suggeriscono un lavoro mirato a rendere il prodotto immediatamente leggibile anche a un pubblico occidentale, proprio come insegna il design italiano. 

Rimane aperto il capitolo relativo ai mercati e al posizionamento. Al momento, la SRK 1051 RR è stata presentata dalla divisione cinesi di QJ come novità per il 2026 senza una conferma definitiva sull’arrivo in Europa. Il prezzo, ovviamente, non è ancora stato comunicato ma sarà un elemento centrale: se la 921 RR si colloca attorno ai 13.000 euro, è plausibile ipotizzare una cifra superiore ma comunque più bassa rispetto alle maxi sportive più blasonate. In questo scenario, la SRK 1051 RR potrebbe rappresentare un’alternativa per chi cerca una moto di grossa cilindrata con dotazione completa e prestazioni adeguate, senza l’esigenza di confrontarsi con i livelli estremi delle superbike di riferimento. Di sicuro arriveranno notizie anche da parte della divisione italiana dell'azienda.

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