MV Agusta e la rivoluzione a "Cinque Cilindri": è sfida su potenza, leggerezza e innovazione

Motore compatto e potente (oltre 240 CV dichiarati come valore massimo), con architettura unica “3+2” e applicazioni future su diversi modelli
MV Agusta e la rivoluzione a "Cinque Cilindri": è sfida su potenza, leggerezza e innovazione

William ToscaniWilliam Toscani

Pubblicato il 13 novembre 2025, 19:05 (Aggiornato il 13 novembre 2025, 19:55)

EICMA 2025, MV Agusta ha presentato un’interessante novità: un motore a cinque cilindri che rompe con le tradizionali architetture. Questa soluzione tecnica "esotica" rappresenta non solo un esercizio di stile, ma anche una nuova strategia che punta a una differenziazione per un marchio che da sempre punta su prestazione, esclusività e design particolare.

MV AGUSTA "Cinque Cilindri": architettura e tecnica

La disposizione scelta da MV Agusta è inusuale, definita “quadrata” o “a U”: tre cilindri su una fila e due su un’altra, con due alberi motore distinti. Questa soluzione richiama in parte i motori "in quadrato" (a 4 cilindri, i cosidetti Square-Four) del passato (due coppie di cilindri affiancate), ma con l’aggiunta di un quinto cilindro. Questo layout scelto da MV consente una larghezza inferiore a quella di un 4 cilindri in linea e una lunghezza complessiva più contenuta rispetto a un V4, mirando a una superiore compattezza.
Dal punto di vista dei numeri, abbiamo cilindrata che va da circa 850 cc fino a circa 1.150 cc, e che la cavalleria potenziale supera i 240  CV a 16.000 giri/min con coppia massima di 135  Nm a 8.500 giri/min. Pompe acqua e olio sono elettriche a vantaggio di riduzione delle perdite meccaniche e compattezza.
Interessante anche il dato circa il peso contenuto di circa 60 kg, il che è notevole per un motore con queste caratteristiche. 

Le sfide progettuali

Progettare un cinque cilindri con questa architettura non è semplice. Va considerata la sequenza di accensione, l’equilibratura, le vibrazioni, la distribuzione del carico di potenza sullo stesso blocco motore. Il layout “3+2” può presentare difficoltà dal punto di vista della sincronizzazione degli alberi motore, della gestione delle vibrazioni torsionali, e il corretto bilanciamento delle masse in movimento. Tutto dipenderà dalla sequenza di accensione e dall’architettura interna della trasmissione. 
Inoltre, l’adozione di una configurazione non standard implica anche sfide di produzione, costi di sviluppo e lunghe sessioni di test: MV ha dichiarato che lo sviluppo richiederà “tempo” prima che il motore arrivi in una versione circolabile.
Un altro aspetto tecnico riguarda l’utilizzo su moto reali: una potenza di oltre 240 CV comporta anche richieste elevate su telaio, impianto frenante, raffreddamento e gestione elettronica. Ci aspettiamo facilmente, quindi, un intero pacchetto coerente. Insomma una moto (o più di una) totalmente nuova.

Possibili applicazioni: su che moto lo vedremo?

MV Agusta ha definito questa piattaforma motore come “multiuso”: potrà infatti essere utilizzata su segmenti differenti, dalla supersportiva alla naked fino alla touring. Questo lascia intravedere che - come è stato anche detto a EICMA -  non si tratterà soltanto di un esemplare esclusivo, ma di una base che potremo vedere su più modelli.
Ad esempio, potremmo ipotizzare una versione “top” ad alte prestazioni (superbike o naked sportiva), magari con potenza vicino al tetto dichiarato; oppure una versione “moderata” da 850‑900 cc utilizzata su modelli più versatili e accessibili, ma con la firma tecnica del cinque cilindri.
Dal punto di vista commerciale, la scelta è interessante oltre che coraggiosa: in un mercato motociclistico sempre più standardizzato, proporre un motore con questa architettura inedita, può essere un forte elemento di differenziazione e appeal per gli appassionati.

Implicazioni per il mercato e il marchio

La presentazione di un motore a cinque cilindri mostra che MV Agusta intende continuare a giocare nel segmento delle alte prestazioni con identità forte. Nel contesto attuale la casa varesina propone una via alternativa agli attuali standard per quel che riguarda le architetture dei motori: cilindrata "modulare", architettura inedita, suono e feeling da motore a cinque cilindri.
Da un lato, ciò può rafforzare l'immagine del marchio come “boutique del motociclismo”, dall’altro implica rischi: tempi di sviluppo lunghi, costi elevati, e domanda di mercato che deve giustificare l’investimento. Anche l’omologazione (emissioni, consumo, rumorosità) e la conformità alle normative future potrebbero rappresentare una barriera.
Tuttavia  questo motore ha le carte per diventare un’icona tecnica, richiamando l’attenzione degli appassionati e del mercato. Il fatto che MV Agusta abbia scelto di annunciarlo già in forma concettuale indica che punta a generare attesa.

In conclusione

In sintesi, il motore a cinque cilindri di MV Agusta rappresenta un progetto audace che coniuga prestazione elevata, architettura inedita e forte valore di brand. Le specifiche anticipate lo rendono tecnicamente molto interessante. Tuttavia, le sfide non mancano: sviluppo, produzione e mercato dovranno supportare questa ambizione.
Per gli appassionati, è un segnale che MV Agusta non intende scendere a compromessi: vuole offrire qualcosa di oltre la norma, qualcosa che faccia parlare di sé. Nei prossimi anni, vedremo l’evoluzione di questa piattaforma e quale sarà il primo modello che la monterà (la prossima e inedita "F5"?). 

 

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