Mercato moto: il Giappone piange, l’Europa si consola | Zepping

Fa riflettere il confronto tra Giappone, USA ed Europa, dai record degli anni '70 e '80 al declino dei ciclomotori: mezzo secolo di vendite racconta come è cambiato il mondo delle due ruote

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Mercato moto: il Giappone piange, l’Europa si consola | Zepping

ZEP GORIZEP GORI

Pubblicato il 23 settembre 2026, 13:19

Il Giappone vanta l’industria delle moto più sviluppata e articolata. Dal dopoguerra a oggi sono stati i più capaci. Non solo nelle moto. Eppure il loro mercato interno vive un declino totale, addirittura clamoroso se consideriamo la potenza dei loro gruppi industriali. Un paio di numeri: dai 3,2 milioni di due ruote negli ’80, trascinati dalla diffusione di oltre un milione e mezzo di ciclomotori e 50, si è arrivati a 368mila pezzi totali nel 2024. Un tracollo unico al mondo. Un valore che aggiorna il minimo storico. Inasprimento delle norme antinquinamento. Calo costante del potere d’acquisto.

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Aumento dei costi. Invecchiamento della popolazione. Errori. Certamente sono stati commessi errori anche dall’industria. Negli Stati Uniti c’è una parabola opposta. Da 20-50mila pezzi, soprattutto di grossa cilindrata del dopoguerra (con Harley che toccava l’80% del mercato), al primo boom con 600-700mila ciclomotori e moto piccole, grazie all’invasione giapponese. Poi l’esplosione del motocross e delle scrambler, che fa superare al mercato i 2 milioni di esemplari (1975). Poi la saturazione, il calo a 700mila nel 1980. L’arrivo delle supersportive. La discesa continua fino a 300mila pezzi (1990). Ancora un nuovo boom con le stradali ad alte prestazioni fino al milione a 140mila del 2006. Poi la nuova discesa su valori stabilmente fra 400 e 500mila pezzi. Economia e potere d’acquisto, calo demografico, altri errori. In Europa e in Italia le cose stanno andando meglio. I picchi europei milionari dei 50ini, 900mila 1965, 1,4 milioni 1974, 1,7 milioni 1980, 2,2 milioni 1997. Poi il mercato del 50ino è crollato a 180mila unità dell’anno scorso, ma nella nostra cara vecchia Europa (450 milioni di persone) si vendono ancora un milione di moto, 50 esclusi. Poteva andare peggio. Molto peggio.

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