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Verso il futuro: nuovi orizzonti | EDITORIALE

Honda, BMW, KTM, Yamaha. Negli ultimi anni, alcuni colossi del motociclismo hanno presentato le loro versioni di cambio “automatizzato”. Altri ci stanno lavorando e arriveranno a breve con nuove proposte. Sempre più sofisticate, sempre più efficaci.

Yamaha: il sistema Y-AMT

La cover story di questo numero di InMoto è dedicata alla soluzione progettata e realizzata da Yamaha: si chiama Y-AMT. Gli obiettivi dell’arrivo di una tecnologia di questo tipo anche sulle moto sono molteplici: nascono prima di tutto dall’esigenza di trovare un nuovo modo per gestire la guida su strada e in fuoristrada, rendendola più facile, immediata e intuitiva.

Tanti di noi amano cambiare manualmente, decidendo quando è il momento giusto per inserire una marcia o per scalarla, giocando con la frizione per regolare l’erogazione o correggere errori. Altri, invece, per età o per indole, puntano comunque a guidare una moto con la M maiuscola ma senza il pensiero di dover gestire un meccanismo che considerano obsoleto. Una scelta, quest’ultima, che non si traduce nella perdita dell’emozione associata alla moto. Le emozioni si provano lo stesso. So che rischio di dire un’eresia, ma a volte se ne provano di migliori e più divertenti. Perché, a differenza dell’uomo e della pigrizia nella cambiata che ogni tanto diventa protagonista assoluta della guida (soprattutto nelle lunghe distanze o nel traffico cittadino), la “macchina” di oggi difficilmente sbaglia.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Il dato di mercato spinge verso soluzioni sempre più inclusive

Il dato di mercato, che parla di più del 50 per cento delle auto di nuova immatricolazione equipaggiate con cambio automatico, è lì a dimostrarlo. In moto, il cambio automatico permette di concentrarci maggiormente su ciò che stiamo vivendo e non solo su ciò che stiamo facendo. È una differenza sottile ma importante. Probabilmente fondamentale per le nuove generazioni di motociclisti. Quelli che oltre a “sentire” la moto, puntano a dare uno sguardo con maggior facilità a ciò che la circonda. A vivere il viaggio o lo spostamento in modo ancora più immersivo.

Noi motociclisti della “vecchia generazione”, in moto, siamo abituati sia a vivere che a fare. Perché abbiamo imparato a guidare così e guidiamo così da sempre. Ma se il cambio automatico permetterà di facilitare l’ingresso di nuovi appassionati nel nostro mondo, agevolando la scelta in fase di acquisto e alimentando un settore attualmente in difficoltà, ben venga.

Del resto, le dolenti note che arrivano dal mercato moto, suggeriscono a costruttori e aziende l’importanza di trovare soluzioni sempre più inclusive, in grado di allargare il bacino d’utenza. Provando anche ad attirare mondi finora a noi lontani per esperienza e vissuto. Mondi che potrebbero garantire un futuro roseo al nostro settore.

Sistema Y-AMT di Yamaha su MT-09 e Tracer 9 GT : cambio… di mentalità | IL VIDEO DEL TEST