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Raduno Vincent-HRD

La moto d’epoca più esclusiva, che si può costruire ancora per intero grazie alla disponibilità di ricambi, è anche la più moderna, e oggi non possiamo che ammirarla e invidiare i proprietari. Trenta Vincent si sono ritrovate a Trieste, città-salotto   La storia della Vincent, e del suo fondatore, inizia nel 1928, quando Philip Conrad Vincent, ventenne studente di ingegneria, finanziato da suo padre, rilevò macchinari e marchio di una fabbrica di moto in liquidazione, la HRD di Howard Raymond Davies, e aggiunse il suo cognome al marchio dando vita alla Vincent HRD. Dapprima il marchio si servì di motorizzazioni Jap e Rudge Python, ma dal 1934 la Vincent cominciò a produrre motori in proprio, dapprima un monocilindrico da 500 cm³ e poi il mitico bicilindrico 1000, col quale, nel 1948, fu battuto il record mondiale di velocità per moto non carenate a Bonneville. Le Vincent sono moto esclusive, anche nel periodo in cui erano in catalogo, il prezzo di vendita era altissimo, oltre il 50% in più della diretta concorrenza, ma il divario era motivato. Costruite in maniera ineccepibile, avevano motore portante, sospensione posteriore innovativa, quattro freni a tamburo, motore robustissimo e con soluzioni all’avanguardia, in più pesava poco più di 200 chili e nella versione Black Shadow del 1948 disponeva già di 45 CV e di una velocità prossima ai 200 km/h. Purtroppo il perfezionismo e la qualità senza compromessi costano e implicano bassi numeri di vendita, allora come oggi, così nel 1955 la HRD Vincent smette di produrre le sue gloriose moto. Ma... la storia non finisce qui. Il Club Il VOC, Vincent Owners Club, nasce già nel 1948 e da quell’anno MPH, la rivista del club, esce ogni mese. A settembre è uscito il n. 764. Nel 1975 il VOC ha formato la “Spares Company”, una piccola azienda che, grazie ai disegni tecnici lasciati in eredità al Club da Philip Vincent, riesce a riprodurre in piccola serie tutti i pezzi di ricambio delle moto, il che ha permesso – tanto per capirci – di fabbricare nel 2007 una Black Shadow nuova di fabbrica, semplicemente usando tutti i pezzi di ricambio nuovi disponibili. Quando la Vincent chiuse, regalò al VOC anche tutti i suoi archivi, così per gli affiliati è possibile conoscere data di produzione e primo proprietario di quasi ogni moto prodotta dalla Vincent. Il club conta circa 2.500 soci, con 27 sezioni nazionali, tra cui una delle più piccole è quella italiana, con appena una ventina di soci, guidati da Giovanni Cabassi come Section Organizer, con la collaborazione di Pierpaolo Cavallo come Section Secretary e Alberto Bonzi come Technical Officer. Dal 21 al 23 settembre scorsi, grazie al VOC Italia, le più esclusive e desiderate moto inglesi si sono lasciate ammirare sul lungomare e nell’esclusiva cornice di piazza Unità d’Italia, a Trieste. Alla faccia della crisi, circa trenta Vincent, provenienti da Italia, Austria, Germania, Danimarca e Inghilterra - con la partecipazione di un appassionato australiano e di uno dagli USA – erano presenti all’appuntamento. Il venerdì le moto si sono radunate al “Magazzino 26”, una struttura congressuale ricavata da vecchi edifici portuali, dove hanno ricevuto il benvenuto ufficiale dal Prefetto e dal Sindaco della città, assieme a Paolo Parlotti (figlio del compianto Gilberto), presidente del Moto Club Trieste. Molti anche gli applausi per Stefano Zuban, che con un brillante staff di appassionati ha magistralmente organizzato questo raduno. Il sabato la carovana dall’entroterra triestino ha sconfinato nelle belle strade collinari della Slovenia, con una sosta a San Daniele del Carso, per poi scollinare di nuovo verso l’Italia fino a Prepotto, per un sontuoso barbecue all’aperto, poi la sera grande cena di gala. Il raduno è stato anche l’occasione per discutere sulla preparazione che il VOC International, il “club madre” con base in Inghilterra, sta svolgendo, in collaborazione con la sezione italiana, per il raduno mondiale Vincent, un raduno speciale che dura circa due settimane e si tiene ogni quattro anni. La prossima edizione si svolgerà proprio in Italia nel 2015: gli appassionati sono avvisati...