“È chiaro che a breve non caleranno né il costo del carburante, né il costo dell'energia, né quello per le imprese, né quello per le famiglie. Quindi, o ti rassegni o ti attrezzi”. Lo ha detto Matteo Salvini, consigliando con una certa brutalità una soluzione che prima i camionisti, poi gli automobilisti e i motociclisti conoscono già troppo bene.
Il prezzo non lo decide il Governo
Giancarlo Giorgetti ha invece fornito una spiegazione più tecnica, oltre che più ortodossa: "I prezzi dei carburanti non dipendono dal Governo, dipende da come va il prezzo del Brent e dipende da quante raffinerie funzionano per produrre gasolio e benzina".
Ciò però non significa che la politica non abbia strumenti. Lo stesso Giorgetti ha annunciato che il tema sarà affrontato a livello europeo all'Ecofin di inizio ottobre, anche con riferimento agli extraprofitti delle società energetiche.
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Rassegnarsi o attrezzarsi?
La frase di Salvini lascia intanto molte perplessità. "Attrezzarsi" può significare consumare meno, usare meno l'auto o la moto, cambiare abitudini. Non tutti hanno queste possibilità.
E il compito di un ministro non è soltanto ribadire un problema, dando anche scontati consigli su come conviverci. Ma spiegare cosa intende fare perché pesi il meno possibile sui cittadini. Ed è probabilmente questo che, in una dichiarazione sul caro carburanti, ci si aspetterebbe di sentire.