L'entrata in vigore del nuovo decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sull'omologazione degli autovelox ha cambiato il modo di verificare la regolarità dei dispositivi che rilevano la velocità. Non che si modifichino importi o limiti utili a comminare le sanzioni, ma il provvedimento, dopo le numerose sentenze della Corte di Cassazione che hanno distinto fra apparecchi approvati e dispositivi omologati, è destinato a incidere anche sui ricorsi.
Dove verificare se l'autovelox è in regola
Per aiutare sia gli utenti sia le amministrazioni, il MIT ha pubblicato online un censimento nazionale, nel quale sono riportati marca, modello, versione, matricola, il comune di installazione e i riferimenti che riguardano ciascun dispositivo. Il portale consente di verificare se un determinato autovelox rientra tra quelli considerati idonei dal nuovo decreto oppure se dovrà completare l'iter di omologazione prima di essere utilizzato.
Cosa controllare nel verbale
Prima di pagare una multa, oltre alla data dell'infrazione, è importante verificare quale apparecchio ha rilevato la violazione e confrontare i dati riportati con quelli presenti nel censimento ministeriale. Modello, versione, matricola ed estremi del provvedimento devono coincidere. Se tali informazioni non fossero riportate in modo completo, è possibile consultare il sito del Comune interessato oppure richiedere l'accesso agli atti amministrativi.
Le vecchie multe non vengono annullate automaticamente
Va precisato che il decreto non cancella automaticamente le multe emesse prima della sua entrata in vigore, neppure chiude i procedimenti già aperti. Per le quali continua a valere il quadro normativo esistente al momento della contestazione. L'eventuale illegittimità del dispositivo deve essere fatta valere attraverso un ricorso da far valutare al prefetto o al giudice di pace.
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Quando è possibile presentare ricorso
Si è capito che ricevere una multa non significhi automaticamente che sia nulla, così come il semplice fatto che un dispositivo non compaia nel censimento non comporti l'annullamento spontaneo della sanzione. Ogni caso è a sé, ma chi ritiene che il verbale presenti vizi può presentare ricorso al giudice di pace entro 30 giorni dalla notifica oppure al prefetto entro 60 giorni. È inoltre bene ricordare che pagare la sanzione in misura ridotta, nella maggior parte dei casi, preclude la possibilità di contestarla successivamente. Intanto i comuni e le forze di polizia stanno adeguando i propri dispositivi alle nuove procedure.