Più leggera di 4 kg, visivamente più slanciata e con un’ergonomia ottimizzata per l’off-road, la nuova Ducati DesertX 2026 ci ha dato un'assaggio a EICMA 2025 ed ora si mostra in tutta la sua rinnovata bellezza e aggressività. Inutile dire che si continua ad ispirare alle mitiche Cagiva Elefant vincitrici alla Parigi-Dakar, e ora sembra ancora più adatta allo sporco lavoro del fuoristrada, ma con una connotazione decisamente più orientata all'adventouring e alla facilità d'uso... Ma come cambia davvero rispetto alla serie precedente? Sarà facile da riconoscere su strada in questa sua nuova configurazione tecnico/meccanica? Mettiamole a confronto.
Ducati DesertX cambia tutto: nuovo V2, meno peso e più controllo in off-road
Cambia davvero, anche se non sembra
In primis le differenze tecniche che rendono la nuova una moto completamente diversa: adotta un telaio monoscocca in alluminio che integra il motore come elemento strutturale, ma soprattutto debutta il nuovo V2 da 890 cc con fasatura variabile IVT, 110 CV e 92 Nm, abbinato a cambio con rapporti dedicati al fuoristrada e Quick Shift 2.0. Sospensioni KYB regolabili con 230 mm di escursione, ruote tubeless 21”-18”, impianto frenante Brembo e un pacchetto elettronico completo con piattaforma inerziale a 6 assi e sei Riding Mode completano una dotazione pensata per garantire controllo, versatilità e performance in ogni contesto. Pesa 206 kg in ordine di marcia ed è più snella anche alla vista.
È nella visuale laterale che possiamo chiaramente capire il passo avanti fatto dalla nuova piattaforma in termini di snellezza e percezione estetica di leggerezza. Le sovrastrutture seguono linee del tutto simili al passato ma sono più scolpite e aderenti al corpo moto, così come la meccanica che sembra molto più snella, e si può intuire dal "gap" che c'è fra la ruota anteriore e lo slider paramotore.
Frontale e codino, le differenze
Anche il codino riceve una bella rinfrescata, e abbandona quel tocco di vintage della precedente versione per abbracciare uno stile 100% moderno e molto più essenziale. Di fatto, nel nuovo modello non ci sono elementi verniciati in colore carrozzeria dalla fine del serbatoio in poi. Sarà tutta da scoprire la posizione di guida, perchè dalle foto si può intuire una triangolazione simile ma con una sella molto più allungata verso il serbatoio, mentre il passeggero potrebbe essere un po' più sacrificato in questa ultima versione, seppur confermando la porzione separata.
Il frontale potrebbe essere facilmente confuso fra i due modelli, ma ci sono elementi distintivi facili da riconoscere: la nuova ha una coppia di proiettori a LED circolari incassati in modo netto all'interno di una lente trasparente rettangolare, mentre quella che uscirà di scena ha i due proiettori rotondi direttamente a filo del cupolino senza alcuna cornice. A voi quale piace di più, la nuova o la vecchia? Molti potrebbero rispondere "quella che si guida meglio", ma per scoprirlo dobbiamo attendere la presentazione ufficiale.