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LISTINO

Top 10: le moto più "sbagliate" di sempre

Una piccola classifica di moto che - per diversi motivi - hanno cercato di strafare con soluzioni strane e troppo al di fuori delle richieste di mercato, che hanno segnato flop clamorosi. Intelligenti e geniali, a volte, ma totalmente fuori dalle logiche di mercato
1 di 10 Harley Davidson Street 750 - Una Harley moderna, compatta e accessibile pensata soprattutto per conquistare nuovi motociclisti e mercati giovani. Il problema è che era troppo poco Harley per i tradizionalisti e non abbastanza attraente e innovativa per conquistare gli altri
2 di 10 Suzuki B-King - Una naked esagerata costruita attorno al gigantesco quattro cilindri della Hayabusa, con prestazioni e dimensioni fuori scala, compreso il suo sgraziato posteriore. Era una moto nata per stupire più che per rispondere a una reale esigenza, e il pubblico non seppe bene cosa farsene
3 di 10 Yamaha Niken - Due ruote davanti e una tecnologia ciclistica sofisticata: sulla carta era una rivoluzione, ma nella pratica era una moto difficile da spiegare al pubblico e ancora più difficile da far accettare a chi cercava semplicemente una moto
4 di 10 Gilera Fuoco - Tre ruote e una ciclistica unica che fece il successo dell'Mp3 Piaggio: il Fuoco però cercava di mettere insieme sportività e piacere di guida in un concentrato di stranezza estetica. Il risultato era interessante, ma troppo ingombrante e strano per conquistare davvero il pubblico
5 di 10 Moto Guzzi GTS 350 - Una Guzzi equilibrata e compatta, pensata per entrare in competizione con le emergenti giapponesi con un 4 cilindri che non aveva nulla a che fare con Guzzi. Era un'idea coraggiosa, ma arrivò in un momento in cui il mercato non aveva alcuna intenzione di chiedere a Moto Guzzi di fare qualcosa di nuovo
6 di 10 Honda NM4 Vultus - Sembrava arrivare direttamente da un film di fantascienza, con posizione di guida da cruiser, cambio DCT e un design radicale. Honda provò a inventare una nuova categoria, ma il mercato non aveva mai chiesto una moto del genere
7 di 10 Ducati Indiana - Una custom Ducati con motore Pantah, ma telaio e impostazione cruiser: un matrimonio piuttosto difficile tra sportività italiana e filosofia americana. Arrivò in un mercato che non era ancora pronto per una Ducati così lontana dalla sua identità tradizionale
8 di 10 Honda CX500 Turbo - Un bicilindrico trasversale sovralimentato nato per sconfiggere i dazi della guerra fredda con l'idea del turbo su un motore compatto. Era tecnologicamente sofisticata, ma pesante, elettronicamente acerba e terribile da guidare con un sacco di turbo lag: il futuro che Honda aveva immaginato durò pochissimo
9 di 10 BMW F 650 CS Scarver - BMW provò a reinventare la moto commuter di media cilindrata con una trasmissione a cinghia, vano portacasco al posto del serbatoio e un'estetica discutibile. Era intelligente e pratica, ma proprio perché cercava di essere qualcosa di completamente diverso finì per non piacere a nessuno
10 di 10 Yamaha GTS 1000 - Forcella tradizionale eliminata in favore di un rivoluzionario sistema di sterzo sul mozzo e monobraccio anteriore. Tecnologicamente geniale, ma troppo costosa, pesante e difficile da comprendere per un mercato ancora acerbo per certi cambi di paradigma