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Quando, due settimane prima della partenza, sono andato a casa del Cocco per vedere come proseguiva la preparazione della moto, ho visto accanto alla moto una cassa di legno. Dentro, c’erano varie guarnizioni in carta, più due guarnizioni di testa in rame, cavi, una dinamo, parti di carburatore, candele, viti, bulloni, lampadine, fusibili e vari attrezzi.

LA RUOTA ANTERIORE ERA SMONTATA, mi ha detto che stava cambiando i cuscinetti, dopo averlo già fatto al posteriore e aver anche cambiato la catena. “Hai rimontato la ruota dietro senza cambiare il pneumatico?” gli ho chiesto. “Sei impazzito - la risposta – con questa gomma ci faccio ancora più di 3000 Km, mi porterò dietro una nuova da cambiare per strada, ma non butto certo via questa”.

QUESTO PER QUANTO RIGUARDA LA RUOTA POSTERIORE, naturalmente il maledetto vecchiaccio non ha neppure preso in considerazione di sostituire anche quella anteriore, sebbene per farmi star zitto avesse bofonchiato qualcosa di incomprensibile. Dopo quasi 6.000 km (ha retto moto più delle mie più ottimistiche previsioni) il vecchio pneumatico “scolpito” - cimelio degli anni ‘70 – ha ceduto, esplodendo a seguito delle grosse buche che infestano le strade del Kazakhstan.

AL TELEFONO Stefano (il regista che segue Cocco nella sua impresa) mi ha detto che Cocco ha fatto un po’ di slalom prima di riuscire a fermarsi, ma non si è scomposto più di tanto, nemmeno quando, guardando la sconfinata steppa kazaka, ha detto che non aveva caricato una gomma di scorta anteriore sul furgone. “Abbiamo caricato la moto sul furgone – racconta Stefano – e ci siamo diretti verso Atyrau, la prima città, per cercare un nuovo pneumatico. Dopo aver visitato i cinque gommisti e l’unico negozio di moto di Atyrau senza concludere nulla, ci siamo resi conto di non aver ancora visto in giro un’altra moto in Kazakhstan".

"AVREMMO DOVUTO ASPETTARE UNA SETTIMANA PER LA GOMMA NUOVA - ha proseguito a raccontare - così ci siamo messi a telefonare. Tramite Tigran, l’amico conosciuto in Armenia, ci siamo messi in contatto con un suo amico motociclista di Mosca, che ci ha passato il contatto di un suo amico motociclista di Tashkent, la capitale Uzbeka. Questi ha chiamato l’amico Sergei di Atyrau che ha sollecitato il suo amico gommista (uno dei 5 di Atyrau) ad aiutarci. Alla fine è riuscito a recuperare un pneumatico da 19” in pessime condizioni. Era quasi mezzanotte quando abbiamo montato la gomma. Il gommista non ha voluto soldi e dopo una dormita noi siamo potuti ripartire. Al ritorno gli porteremo un souvenir da Samarcanda”.

L’AVVENTURA CONTINUA. A seguito di una perturbazione la temperatura è scesa da quasi 30 gradi a 5 gradi in una giornata, con venti forti di 70km/h. Cocco tiene duro. Dopo una giornata con strade ottime avevano pianificato altri 400 km in un giorno, ma appena ripartiti sono tornati alle stesse strade in pessime condizioni che avevano percorso entrando in Kazakhstan. Risultato: 80 km in un giorno.

CHIUDIAMO CON UN ANEDDOTO: dei kazakhi molto curiosi della moto di Cocco lo hanno invitato a dormire a casa loro. Dei ragazzini guardavano Stefano che faceva le foto e hanno chiesto “Instagram?” La risposta di Cocco: “ no, no, Kazakhstan”.

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