Prova CFMOTO MT-X, l’adventure secondo la Cina

Prova CFMOTO MT-X, l’adventure secondo la Cina#sottoesame

L’azienda cinese mette un altro tassello alla sua rapidissima scalata. La MT-X, prototipo dell’adventure che verrà, è già una moto completa e capace. In strada e, soprattutto, in off-road

Redazione - @InMoto_it

02.01.2024 09:17

Se quest'anno avete fatto un salto all’EICMA, avrete sicuramente notato la quantità quasi inverosimile di moto cinesi. Stand piccoli e grandi, moto di tutti i generi e cilindrate, motori di qualunque architettura. In tutto questo grande marasma, però, si possono ormai ben delineare due modi di “essere Cina”. C’è la Cina che continua a fare quello che ha sempre fatto, ovvero prendo-copio-incollo, e c’è invece la Cina che sviluppa tecnologia, che prova a trovare una propria identità. CFMOTO fa sicuramente parte di questa seconda categoria e non è un caso che il loro centro R&D abbia sede proprio nella Motor Valley, a Rimini, negli uffici di Modena40, studio di design condotto dall’abile Carles Solsona. All’EICMA si sono presentati carichi di novità e sul palco c’era anche un prototipo, la MT-X, un’adventure dalle intenzioni tutt’altro che morigerate e che abbiamo avuto la fortuna di provare per primi al mondo.

CFMOTO MT-X, nata per l'off-road

A differenza di altre sue colleghe adventure, la CFMOTO MT-X è spiccatamente pensata per affrontare sentieri e mulattiere, anche impegnative. Parliamo ovviamente di un concept, ma a quanto ci è stato riferito è a uno stadio già molto avanzato. Le forme riprendono in gran parte quelle della già apprezzata 800 MT, ma ovviamente molti elementi stilistici sono specifici per lei. Uno su tutti, la soluzione del serbatoio, sdoppiato e tutto sviluppato in basso, a vantaggio della centralizzazione delle masse e dell’abbassamento del baricentro. Quel che è certo è che, con i colori, noi italiani ci sappiamo proprio fare. L’abbinamento fucsia - ottanio (una particolare declinazione del turchese) è un tocco di stile che speriamo rimarrà anche sul modello definitivo (difficile, ma non impossibile). Ci sono però anche altri dettagli che indicano che sì, la CFMOTOMT-X fa sul serio: parafango alto, cerchi a raggi (fortunatamente tubeless) in misura 21-18 pollici, pneumatici Dunlop tassellati, sella single seat stretta e alta. Sembra una moto da rally, pronta per affrontare un grande raid, ma con qualche attenzione al comfort. La tecnologia non mancherà, come testimonia la strumentazione TFT a colori di ben 8 pollici posizionata in verticale (ricorda molto le torrette delle moto da enduro) e i vari pulsanti al manubrio.

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CFmoto MT-X, nessun dato ancora disponibile 

Ovviamente stiamo parlando di un prototipo, quindi schede tecniche o informazioni dettagliate non sono disponibili, nemmeno per quanto riguarda motore e telaio. Ci possiamo spingere in qualche considerazione. La base di partenza è l’Adventure di KTM ed è lecito aspettarsi il bicilindrico LC8c in versione 890 (a differenza della 800 MT, che utilizza il 790). Anche se di recente KTM ha presentato l’LC8c con cilindrata di 947 cc, e chissà…Il telaio è anche in questo caso un traliccio in acciaio decisamente simile a quello della sorella austriaca, ma il resto della ciclistica è diverso. A partire dal forcellone, che nonostante utilizzi lo stesso schema di collegamento al monoammortizzatore (niente leveraggi), ha una forma diversa e non presenta le classiche venature KTM. Parlavamo di sospensioni: CFMOTO sui prototipi spinge di brutto, anche per dimostrare “fin dove si può arrivare”, e la MT-X non è da meno. Davanti c’è una forcella Kayaba completamente regolabile, dietro un mono Ohlins con serbatoio separato.

CFmoto MT-X, le foto della prova

CFmoto MT-X, le foto della prova

L’azienda cinese mette un altro tassello alla sua rapidissima scalata. La MT-X, prototipo dell’adventure che verrà, è già una moto completa e capace. In strada e anche in off-road. Ecco le foto della prova

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Primi al mondo: le sensazioni alla guida del prototipo

È realmente emozionante poter provare un prototipo. È come prender parte allo sviluppo della moto, contribuire alla nascita di una nuova creatura, anche se naturalmente non è così. Oggi noi siamo semplicemente dei privilegiati spettatori che hanno l’onore di provare una moto, la CFMOTO MT-X, non ancora definitiva. La prima sensazione è di avere a che fare con qualcosa di ancora grezzo, ma bisogna ammettere che Modena40 ha lavorato tantissimo per renderla già perfettamente funzionante (manca giusto il trasparente alle grafiche, per il resto potrebbe essere una moto di serie).

Per prima cosa, la posizione di guida è da adventure endurista. Sella alta e snella, molto, manubrio largo che mantiene i gomiti alti e distanziati, pedane correttamente arretrate. Non è una turistica che strizza l’occhio al fuoristrada; per quello, c’è la sorella MT. Lei, la MT-X, sullo sterrato ci va sul serio, e ci può andare anche forte. Lo capisco appena muovo i primi metri, su uno sterratone fatto di sassi e terreno fangoso. La furbizia del serbatoio sdoppiato è che, nonostante da ferma sembri una moto pesante e impacciata, in movimento tutto è semplice, a portata di qualunque polso. Provate a immaginare l’apprensione nel guidare in off-road un esemplare unico al mondo (ovviamente non c’è un dato dichiarato, ma il valore di un prototipo può arrivare a oltre 10 volte quello che sarà poi il prezzo della moto di serie), su un terreno insidioso come il fango. Eppure, poche centinaia di metri con lei bastano per sentirti a tuo agio.

Come già detto, gran parte del merito va attribuito al baricentro rasoterra. La MT-X è una moto che “senti” e che non tende a scapparti dalle mani. Non allarga quando esageri, come invece accade con alcune endurone, ed è sempre perfettamente bilanciata. Ti porta naturalmente a giocare, a chiudere le curve derapando, ad azzardare quell’ostacolo che normalmente avresti evitato. Una vera moto da enduro, solamente di grossa cilindrata. Il peso c’è, ovviamente, ma lo gestisci con una facilità quasi disarmante. Altro fattore che contribuisce a questa sensazione di controllo è la triangolazione. Spesso, su queste moto si cerca un compromesso tra strada e off-road, col risultato che quando si guida in piedi ci si ritrova sempre un po’ ingobbiti sul manubrio. Soprattutto se superate il metro e ottanta. Sulla MT-X invece guidare in piedi risulta estremamente naturale: il busto rimane eretto e le pedane non sono avanzate. È una moto che ti porta a dare di più, anche se non sei un mago dell’enduro, ma se invece hai cuore e abilità…puoi spingerti davvero tanto in là. Peccato solo per la taratura dell’ABS, decisamente troppo invasivo (ma non ancora definitivo).

CFMOTO MT-X, le sensazioni alla guida 

Nonostante questa sua attitudine, guidarla su strada non è come trovarsi seduti su un divano. Le sospensioni infatti sono piuttosto sostenute, nonostante la loro lunga escursione. Inoltre il baricentro basso aiuta anche in questo frangente. È una moto piuttosto precisa e stabile e solo quando si esagera arriva qualche ondeggiamento di troppo, specialmente dal posteriore. Il motore ha origini austriache, l’abbiamo detto un milione di volte, ma grazie all’elettronica specifica ha un’erogazione diversa. È più diluita e morbida, se paragonata alla KTM. Sulla 890 hai la sensazione di avere per le mani un petardo, pronto a esplodere a ogni manata di gas; qui invece il primo tocco di gas è dolce, delicato. La potenza poi arriva, non serve aspettare, ma forse manca quel “brap” che piace tanto a chi fa motocross, quello che ti permette di voltare la moto in un fazzoletto o di superare un ostacolo da fermo. Su strada, le misure dei cerchi non sono un problema: sappiamo bene ormai che anche le moto con queste misure di cerchi possono essere estremamente piacevoli su asfalto. Certo, l’avantreno non è solido e incollato all’asfalto come sulla sorella MT, ma basta non forzare la frenata fino a dentro la curva, adottando invece una guida fluida e rotonda, non spigolosa; così, è davvero efficace e gustosa.

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