L’idea era nata ad aprile: i tre amici avevano deciso di portare le loro Vespa PX 125 in giro per l’Europa, e il 2 giugno sono infatti partiti da Velletri, un noto centro turistico a pochi passi da Roma, alla volta di Londra, con l’intenzione di raggiungere Barcellona. 

Tanta è stata la strada percorsa dai tre vespisti dei “Volsci” di Velletri durante la loro traversata dell’Europa, per raggiungere Londra e arrivare fino in Spagna: 4032 chilometri percorsi su tre Vespa PX 125 1^ serie, veicoli storici immatricolati tra il 1978 ed il 1982; mezzi che hanno resistito alla fatica del viaggio conducendo i loro rider lungo un percorso vario e incantevole, dai lunghi e freschi rettilinei delle colline belghe ai tornanti del Passo dello Spluga, dalle caotiche strade di Londra alle bagnate campagne francesi, dal caldo della costa tirrenica italiana alla neve dei Pirenei.

L’ITINERARIO – La prima tappa per i tre vespisti, Marco Mingarelli, Lorenzo Giorgi e Tommaso Santoro, è stata quella del museo Piaggio di Pontedera per una fugace visita, per poi raggiungere un’officina di amici in Brianza per  un controllo delle Vespa.

Il terzo giorno i tre rider hanno affrontato il passo dello Spluga: 1.865 metri di quota per raggiungere il punto che separa l’Italia dalla Svizzera; osservati quasi con ironia dai motociclisti che percorrevano spediti la medesima via, le tre Vespa hanno dapprima raggiunto – lente ma costanti – la diga Stuetta, per poi valicare il Passo dello Spluga ed entrare così nella Confederazione Elvetica.

In Liechtenstein, un ricco acquazzone ha dato il benvenuto ai viaggiatori, che hanno quindi fatto breve sosta a Vaduz, la capitale del piccolo principato. Il giorno seguente, 5 giugno, il percorso è stato piacevole e lento, partendo dal Liechtenstein si è entrati in Austria, in Svizzera, in Germania per giungere nel pomeriggio in Francia e sostare a Strasburgo, incantevole città fatta di canali, giovani universitari e di un centro storico affascinante ed antico. Il Lussemburgo, altra piccola ed interessante realtà europea, è stato invece tappa del 6 giugno; il giorno seguente i tre si sono diretti a Bruxelles, entrando quindi in Belgio; nonostante un traffico inaspettato, degne di nota sono la meravigliosa piazza centrale, le vie del centro storico e le chiese; interessante anche il passaggio radente al Parlamento Europeo.

L’8 giugno è stata la volta della traversata della Manica, effettuata tramite traghetto dal porto di Dunkirk per raggiungere quello di Dover, nel Sud Est dell’Inghilterra. Si guida a sinistra e si misura in miglia, ma l’emozione per essere così vicini alla riuscita dell’impresa alimenta la concentrazione ed i tre, non senza qualche difficoltà, raggiungono l’osservatorio di Greenwich, posto a Sud Est rispetto a Londra. Un luogo simbolo, il meridiano zero, che rappresenta il successo, la vittoria, la riuscita della spedizione.

Girare per le strade di Londra a bordo di una Vespa è un’esperienza unica, particolare; l’odore del due tempi si arricchisce di un retrogusto vintage; Buckingam Palace, Piccadilly Circus, Camden Town sono tra le tappe obbligate per scattare qualche foto, ma altrettanto affascinante è percorrere delle strade qualsiasi, quelle che non si fanno mai da turista, quelle che apparentemente non hanno motivo di essere percorse; ed invece è proprio nelle strade comuni che ci si sente parte di un tutto, che si vive la città nella sua essenza, che si osservano scorci insoliti, che si respira aria di Londra. Degno di nota è il passaggio all’Ace Cafè, lo storico locale punto di ritrovo dei motociclisti di ogni angolo del mondo, stavolta insolitamente visitato dalle tre Vespa Made in Italy.

NON SI ENTRA A PARIGI - Il giorno seguente i tre vespisti saltano i piani di visitare Parigi: la capitale francese, infatti, da circa due anni ha disposto il divieto di circolazione per tutti i veicoli immatricolati prima del 1997, ad esclusione delle ore notturne, del sabato e della domenica.

Qualche piccolo inconveniente accompagna i tre nella discesa verso il sud della Francia, che prevede lungo il cammino le soste a Orleans, Limoges e Tolosa, città belle, affascinanti e ricche di storia. Giovedì 14 è la volta di lasciare la nazione transalpina percorrendo le strade che da Tolosa conducono al Principato di Andorra, un piccolo paese tra i Pirenei. La salita di questa catena montuosa, che divide la Francia dalla Spagna, non è tuttavia semplice: il passo da valicare, il “Port d’Envalira”, si trova a 2408 metri di quota, dove il freddo e qualche sprazzo di neve permangono anche in giugno.

Il 15 giugno è la data dell’ultima tappa: lo spostamento è verso Barcellona, la capitale della catalogna e rinomata città della penisola iberica. La discesa dai Pirenei è piacevole e coreografica, colorata di rosse colline, laghi e dighe. Prima di raggiungere Barcellona però i tre approfittano della presenza in zona del “circo” della Moto GP e tentano la sortita al circuito del Montmelò, nella speranza di entrare e ottenere qualche autografo sulle proprie Vespa.

UN’ESPERIENZA DA FOLLI - Il giorno seguente, i tre fanno ritorno col traghetto da Barcellona a Civitavecchia, concludendo così il tour. “Viaggiare in moto è un’esperienza magnifica; viaggiare in Vespa è una magnifica esperienza da folli”, dicono. “La Vespa PX 1a serie è un veicolo pensato cinquant’anni fa e prodotto quarant’anni fa che sicuramente non è stato progettato per raggiungere l’Inghilterra e farne ritorno. Ciò che le permette di farlo è l’immaginazione, la fantasia e la capacità di sognare tipiche di alcuni viaggiatori; quei viaggiatori in grado di fare del mezzo di locomozione, il motivo stesso del viaggio”, hanno commentato i tre viaggiatori.