Siete coraggiosi? Amate le sfide? Il freddo non vi spaventa? Bene… abbiamo qualcosa che fa al caso vostro. Se non sapete cosa fare il week-end compreso tra l’1 e il 3 di febbraio 2019 allora è il caso di programmare la trasferta all’Elefantentreffen, uno degli avvenimenti imperdibili per un motociclista che si rispetti. Ve lo stiamo dicendo per tempo così avete il tempo di organizzarvi, di convincere vostra moglie a lasciarvi partire e gli amici di farvi da spalla nella trasferta: il viaggio può infatti diventare impegnativo e va organizzato.

Perché se il meteo è clemente… c’è solo tanto freddo; se è avverso sono guai veri. La meta è infatti è la “Buca”, un “non luogo” a qualche chilometro da Solla, sperduto villaggio nella foresta di Loh Thurmansbang-Solla in prossimità di Passau, in Baviera, ai confini con la Repubblica Ceca. Il nulla fatto luogo.

ZUNDAPP, OVVERO GLI ELEFANTEN - L’Elefantentreffen è organizzato nella stessa identica maniera dal 1956 quando un gruppo di sidecaristi Zundapp a bordo dei loro KS 601, detti anche Elefanten, si ritrovarono in un angolo di Germania, nel momento più freddo dell’anno, per dimostrare l’affidabilità dei loro mezzi. Da allora la location è cambiata un paio volte (il circuito del Nurburgring, quello di Salisburgo…) e il numero di presenze è salito e poi sceso. Ma nulla è andato perso dello spirito originale del raduno, anche adesso che viene organizzato nella foresta di Loh Thurmansbang-Solla. E sono quasi trent’anni che è lì, uguale a sé stesso, un organismo che pulsa per tre giorni all’anno e che poi continua a vivere nelle parole di chi ha partecipato e di chi aspetta il febbraio successivo per andarci di nuovo. Folle e insensibile alle urla della ragione. Perché l’Elefantentreffen è bello solo quando è duro, quando il meteo è inclemente, quando arrivarci è un’impresa. E se c’è il sole… beh, non è un vero Elefantentreffen.

È BELLO SE DURO - All’Elefantentreffen non succede nulla. Non c’è niente che vale la pena di vedere. Solo una fauna variegata, infangata, persa nei fumi dell’alcol. Si paga l’ingresso, si sceglie un luogo in questa vallata, meglio se lontani dalle montagne di fango che ornano il paesaggio, si pianta la tenda e si campeggia svogliati. C’è chi resiste una notte, chi due, i più folli si organizzano una minivacanza. Basta prepararsi: i punti di ristoro ci sono, ma non sono stellati. All’ingresso vendono paglia per isolare le tende dal terreno e legna per scaldarsi. Il resto, se serve, è a carico del partecipante. Per le moto, spazio alla fantasia. Occhio solo al ghiaccio, che è onnipresente… se va bene. Alla peggio vi ritroverete in qualche bella tormenta di neve. Vi rimane un mese per organizzarvi…